La Procura aveva invece chiesto una condanna. Dall'11 gennaio 2005 al 28 marzo 2008 Benigni è stato amministratore unico della società bianconera; fino 31 luglio 2009 ha ricoperto il ruolo di presidente del cda, quindi quello di amministratore fino al 30 settembre 2013. Secondo l'impianto accusatorio della Procura di Ascoli, Benigni avrebbe causato il dissesto "falsificando i bilancio delle stagioni calcistiche 2005/06, 2008/09, 2009/10, 2010/11 e 2011/12 attraverso l'appostazione di valori non corrispondenti al vero riguardo la situazione economica patrimoniale della società; con tale comportamento celava i reali risultati d'esercizio che altrimenti avrebbero evidenziato uno stato di dissesto patrimoniale derivante da un patrimonio netto negativo di rilevante valore, sanabile attraverso una consistente ricapitalizzazione della società"; per l'accusa, avrebbero generato ricavi fittizi operazioni con l'Azzurra Free Time, anche per l'affitto dei campi di allenamento. Attraverso l'audizione di testimoni ha portato avanti la linea difensiva l'avvocato Sara Pagnoni, facendo emergere, in particolare, gli esiti positivi dei controlli della Covisoc, indispensabili per l'iscrizione ai campionati ai quali l'Ascoli ha perso parte all'epoca dei fatti. Al termine del dibattimento, Benigni è stato assolto.
Marzo 11, 2026
Fallimento dell'Ascoli Calcio, assolto l'ex presidente Benigni
Ascoli Piceno - Il Collegio del tribunale di Ascoli Piceno ha assolto l'imprenditore ascolano Roberto Benigni nel processo che lo vedeva imputato della bancarotta fraudolenta dell'Ascoli Calcio dichiarata il 17 dicembre del 2013.
Redazione
