Ottobre 02, 2025

Ascoli Piceno - Post voto, il centrosinistra si lecca le ferite: la delusione di Ameli e Flaiani

La spaccatura, evidente, all’interno del Partito Democratico li ha penalizzati entrambi.

Redazione

Francesco Ameli e Angelo Flaiani, nonostante le ambizioni della vigilia, non sono riusciti a entrare in consiglio regionale e la delusione è forte per entrambi. In un primo momento, prima della composizione delle liste, i due esponenti dem duellarono per un posto nelle file del Pd. Alla fine, il Partito scelse Ameli, anche in virtù del suo ruolo di segretario provinciale del partito, mentre l’ex sindaco folignanese Flaiani decise di accettare la proposta avanzata da Ricci di candidarsi nella sua lista civica. Una scelta che, a giochi fatti, si è rivelata pessima per tutti e due, che probabilmente si sono ‘rubacchiati’ voti a vicenda. Quei voti che, dal Piceno, avrebbero fatto la differenzia sia per l’uno che per l’altro. La beffa più grande è stata quella di Ameli, battuto da Enrico Piergallini per sole 185 preferenze. “Tutta la notte ho pensato ai 185 voti che mi hanno separato dall’entrare in consiglio regionale – il commento, ieri, di Francesco Ameli -. Oggi invece penso alle 6.375 persone che hanno scritto il mio nome sulla scheda. Il terzo più votato di tutta la Regione Marche nelle fila del Pd. Per me, 39 anni, nato e cresciuto in un quartiere popolare come Monticelli, da sempre impegnato in una politica fatta solo per passione, senza promesse ma guidata da ideali e rispondente ai problemi delle persone, sono un risultato straordinario. Soprattutto, sono la conferma che un percorso di rinnovamento del Partito Democratico e della sinistra è possibile. Visti i risultati di questa elezione, penso sia l’unica strada per essere credibili e alternativi alla destra: le cariche e gli incarichi durano il tempo di qualche mandato, i percorsi condivisi rimangono. Perché questa non era solo la mia candidatura, era la candidatura di un gruppo di persone, composto anche da tanti giovani, che vogliono rinnovare il modo di fare politica. È difficile trovare un filo di luce davanti a una brutta sconfitta del centrosinistra e davanti a un risultato personale sfiorato a pochi metri dall’arrivo – conclude Ameli -, ma queste 6.375 preferenze sono un impegno a non smettere di credere e di impegnarsi nell’unica politica che io e i miei compagni di viaggio conosciamo: concreta, sul territorio, trasparente”. “2.243 voti non sono bastati ad entrare in consiglio sebbene sia stato il più votato, a livello regionale, nella lista civica del presidente – spiega, invece, Flaiani -. Di questo risultato devo ringraziare le tante persone che mi hanno sostenuto in questi mesi di campagna elettorale con una dimostrazione di affetto che rimarrà sempre nel mio cuore”.