Le sculture in esposizione sono state realizzate in un arco temporale di più di venti anni e pertanto rappresentano in certo qual modo quasi una antologica del mio lavoro, testimoniando i mutamenti e l’evoluzione della mia cifra espressiva e stilistica nel tempo. Dalle terrecotte della fine degli anni ‘90, ai busti ricoperti di tessere policrome ed intarsi vitrei, alle ceramiche smaltate, fino ai più recenti bronzetti degli “angeli con l’obelisco” ho voluto riproporre la parabola esistenziale e spirituale del papa tosto o del papa visionario: insistente il sogno, il progetto dell’obelisco vaticano finalmente innalzato al centro di piazza San Pietro, come un indice puntato verso il cielo che ammonisce e ci ricorda il nostro mandato celeste. L’ironia e l’autoironia di Sisto Quinto, si accompagnano anche ad una riflessione più amara sulla caducità della vita; ho spesso riflettuto sul monito di Papa Sisto secondo cui: “I prudenti devono far conto di morir presto, e perciò fare al più tosto quello che devono”. La mostra è stata già ospitata a Cossignano, nella splendida cornice della Chiesa dell’Annunziata, nel mese di dicembre fino a marzo u.s. ; una selezione dei lavori pittorici è attualmente in mostra in Sardegna a Santu Lussurgiu (Oristano), su iniziativa del prof. Umberto Guerra, Coordinatore Nazionale delle Celebrazioni Sistine; verrà ospitata a Roma nel mese di settembre nel Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro/Pio Sodalizio dei Piceni e si concluderà per la fine dell’Anno Sistino a Montalto Marche, secondo il programma pianificato da Archeo Club Italia."
Capri Otti
