Novembre 10, 2022

Giornata delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale, a Colli del Tronto le celebrazioni firmate Fondazione Hispano Latina

Il 5 novembre si sono conclusi gli eventi fortemente voluti dall’associazione in cabina di regia per commemorare il 104° anniversario della vittoriosa fine della Prima Guerra Mondiale, per una due giorni ricca di approfondimenti e momenti culturali polivalenti al cospetto di autorità istituzionali e militari.

Redazione

Il ricco calendario di celebrazioni ha goduto del patrocinio del Comune di Colli del Tronto, del supporto della cantina “Tenuta la Riserva” di Castel di Lama e dell'oleificio ‘Conca d’Oro’ di Appignano del Tronto, attività che hanno offerto i loro pregevoli prodotti ai presenti agli eventi. Con ordine, il 4 novembre mattina è stata inaugurata l’asta per la bandiera al monumento dei Caduti nel Giardino della Rimembranza. Drappo ed asta, donati dalla fondazione, sono stati benedetti dal parroco Don Mauro Servidei e presi in simbolica consegna dall’assessore Alessandra Vagnoni. Alla manifestazione ha assistito la scolaresca dell’Isc ‘Falcone-Borsellino’, i cui alunni hanno letto passi e brani dedicati a martiri ed eroi che diedero la vita per completare l’Unità Nazionale nella, per altri versi anche nota come, “Quarta Guerra d’Indipendenza” del 1915-18. La mattinata si è conclusa intonando l’Inno di Mameli sotto il Tricolore, alla presenza di autorità civili e militari. Il 5 novembre, poi, si è tenuta la conferenza “Soldati di ieri e di oggi”, intervenendo i colonnelli dell’Esercito Davide D’Annunzio e Riccardo Gentile. Il colonnello Claudio Brunetto si è fatto latore dei saluti del Comando Militare Esercito Marche, rivolto anche agli altri militari ed alle autorità civili giunte per l’inedita iniziativa offerta alla cittadinanza collese negli ambienti della biblioteca “F. Ascenzi - A. Ciccarese”. «E’ stata un’occasione unica per apprezzare dai diretti interessati le molteplici attività a garanzia della pace e degli interessi nazionali condotte dalle nostre Forze Armate e di sicurezza, oggi come ieri, spesso senza la riconoscenza e la gratitudine che la profusione di sangue versato avrebbero richiesto», commentava a caldo Luana Lappa, volano organizzativo della Fondazione Hispano Latina. La chiusura della due giorni è stata coronata dall’esibizione del coro “La Cordata” di Montalto Marche, magistralmente diretto dal maestro Patrizio Paci, nell'auditorium dell’Oratorio di Santa Felicita di Colli. «Il solenne e mesto canto “Signore delle cime”, col quale furono resi gli onori a suo tempo a Domenico Orazi, artigliere da Montagna di Montegallo morto nella Pasqua del 1917 e canonizzato da Giovanni XXIII, allora cappellano militare del reparto del D’Orazi, è tornato a farsi udire sotto il cielo piceno», le conclusive osservazioni della dottoressa Lappa. I canti sono, quindi, continuati in un ambiente di fraternità e ritrovata gioia durante la cena offerta dalla fondazione presso il “Parsifal” di Colli. «E’ la prima volta, dopo le chiusure della pandemia, che anche in un paese non grande delle Marche si è dato adeguato respiro al profondo senso della Giornata del 4 Novembre, a lungo “cenerentola” delle ricorrenze nazionali – ha sottolineato Juan Carlos Gentile, segretario della fondazione -. Novità interessante è che gli eventi, patrocinati dal Comune di Colli e salutati partecipativamente dal Comando Militare Esercito per le Marche, sono stati organizzati e sobbarcati interamente da privati: privata è la Fondazione Hispano Latina che ha donato asta e bandiera per il monumento ai Caduti, privata la Biblioteca “Ascenzi – Ciccarese” che ha fornito i locali per l’interessante conferenza, privata l’associazione culturale “Coro La Cordata” di Montalto, privati anche gli sponsor. Abbiamo voluto donare alla cittadinanza una boccata di ossigeno spirituale, culturale, musicale e alimentare, onde riscoprire tutti insieme tra autorità civili, militari, religiose, produttori e semplici cittadini il gusto di stare insieme per ricordare gli avi che hanno sofferto, combattuto e sono morti per un’Italia indipendente, libera e operosa. In tempi in cui, a prescindere dalle colorazioni politiche, è per tutti evidente che l’Unità nazionale e la solidità e sinergia delle sue istituzioni non sono solo valori astratti, ma garanzia di pace nella giustizia, abbiamo voluto condividere con tutti alcune ore di entusiasmo sincero e di speranza costruttiva. Perfino un vino od un olio “bio” hanno senso nella misura in cui sia “bio” il pensiero e il senso di libertà e indipendenza delle persone e della Patria tutta. Perché si è schiavi e “inquinati” quando si vive nella paura e nell’assenza di prospettive per il futuro proprio e dei propri figli. Viceversa, quando si ha la speranza in pugno, ogni opera umana e ogni prodotto del lavoro diventano genuini, “bio” appunto. Siamo grati a tutti quanti ci hanno accompagnato in questa due giorni di rinascita. Auspichiamo che le feste istituzionali vengano sempre più trainate dalla spontanea iniziativa dei privati cittadini, in un ambiente di operosa concordia e fiducia reciproca. L’inizio è senza dubbio alcuno più che buono», ha concluso Gentile. Nella foto, alcuni protagonisti della due giorni appena descritta.