Se quindi da un lato va dato atto del tentativo positivo di uscire da una visione restrittiva della progettazione urbana, la Lega come forza politica sempre molto attenta alle istanze dei cittadini non può non farsi carico di alcune perplessità sollevate all’indomani della presentazione. E’ indubbio che nelle aspettative cittadine si fronteggiassero due opposte “Vision” sul futuro dell’area: quella più conservatrice, sposata soprattutto dalla tifoseria ( e trasfusa in buona parte nel progetto fatto proprio dalla giunta precedente) che spingeva sugli elementi della celebrazione, conservazione e ricordo e quella più innovativa che protendeva invece verso un riassetto dell’intera area con un progetto ( inserito nel programma elettorale dell’attuale amministrazione) che coinvolgesse tutto il territorio circostante per creare un’area integrata in un continuum ideale fino al mare con importanti modifiche anche di viabilità. Nel progetto Canali che, evidentemente, tenta una sintesi, nessuna delle due caratteristiche è stata valorizzata. Per affrontare poi problemi più concreti, non meno importanti per chi vuole con senno amministrare una città, è stato rilevato come non vi sia certa evidenza dei costi di manutenzione del verde e della capacità dei servizi comunali di garantire un’adeguata conservazione. Ad opportuna domanda, l’architetto ha fatto riferimento a costi minori, ma non ha indicato rispetto a cosa e in che misura. Prendendo atto di intere aree verdi della città non adeguatamente manutenute, viene naturale chiedersi se un giardino così concepito, dove il verde e lo sviluppo arboreo costituiscono il linguaggio espressivo principale, possa essere posto negli anni futuri al riparo da un degrado che ne inficerebbe la bellezza e il messaggio architettonico. Rimane in sospeso, poiché non specificato, se il compenso di 140000 euro del nostro illustre architetto sia pagato dall’amministrazione per fornire un progetto di massima o un progetto esecutivo. E ancora, appare del tutto nebuloso il futuro delle aree circostanti e la possibilità concreta di integrare la zona ex Ballarin oggetto di riqualificazione con le aree adiacenti e soprattutto non è stato sciolto il nodo, fondamentale, della viabilità. Se è pur vero che l’arch. Canali, ad oggi non avrebbe potuto prevedere un cambio viabilistico (optando quindi per una soluzione flessibile) è pur vero che da parte del Sindaco non vi è stata alcuna chiara indicazione sulla volontà futura di questa amministrazione di sposare questa o quella soluzione viaria. Ciò che appare non è l’incapacità dell’Archistar Canali di elaborare una soluzione architettonica valida anche se permane il dubbio che il dimezzamento dell’emolumento rispetto alla richiesta iniziale abbia obbligato il nostro tecnico a prospettare ed adattare soluzioni studiate per contesti differenti più che proporre una soluzione originale e cucita sul tessuto urbano sambenedettese. E’ chiara invece l’incapacità di questa amministrazione di svolgere il proprio compito di indirizzo politico e canalizzazione delle istanze del territorio. Sicuramente è mancato un momento significativo di confronto e dialogo con la cittadinanza e con tutte le forze politiche sul progetto Canali. Perfino la raccolta delle domande nel corso della conferenza stampa è stata sospesa ancora prima che iniziasse la presentazione, cosa che ovviamente ne ha vanificato l’utilità. Il Sindaco, in maniera autoreferenziale si è, di fatto, costituito unico portavoce, assieme all’arch Micozzi, delle istanze dei nostri concittadini. L’unica occasione reale di discussione sul futuro dell’area è stata la commissione aperta voluta dal nostro consigliere Marinangeli dove, sostenuto da tutto il centro destra, ha esposto il progetto “ Curva Nord Massimo Cioffi” . Nel corso dell’incontro è emersa in maniera palese la mancanza di proposte e idee alternative da parte degli esponenti della maggioranza. Ad oggi ancora non ci appare chiaro se la scelta di questa amministrazione propenda per una soluzione integrata verso il mare con il conseguente riposizionamento futuro della viabilità completamente ad ovest, se l’area venga concepita come uno spazio a se’ stante che mantenga l’attuale viabilità, o ancora se si voglia, invece, spostando in seguito la viabilità verso est, valorizzare la zona ad ovest con la costituzione di una una ztl su via Morosini. Se ciò da una parte evita sicuramente a questa amministrazione l’imbarazzo di scegliere, non dà certezze ai cittadini su un’area strategica come quella in questione e crea a vario titolo molta inquietudine soprattutto tra gli abitanti di via Morosini. La sensazione è che l’intercettazione di fondi avvenuta grazie all’attività della precedente amministrazione Piunti, abbia indotto l’attuale ad elaborare una soluzione sbrigativa che, non ragionando in termini di sviluppo futuro, abbia come unico fine quello di non perdere i contributi. Celandosi dietro la figura altamente professionale dell’architetto Canali, si è proposta una soluzione che lascia molte domande inevase, evitando scelte politiche che potrebbero essere invise ai cittadini. In conclusione a nostro parere non basta consegnare all’Archistar tutti i progetti “che si avevano in mano” per assolvere al proprio compito cercando di non scontentare nessuno: qui manca una visione politica di un progetto funzionale dell’area che non ha prodotto se non una soluzione parziale destinata a lasciare molti cittadini perplessi, taluni completamente insoddisfatti e che rischia per di più di non dare giusto tributo alla gloriosa storia della Sambenedettese Calcio.
Lega per Salvini Premier sezione di San Benedetto: relazione area ex Ballarin
San Benedetto - Abbiamo seguito con attenzione la presentazione del progetto per la riqualificazione dell’area ex Ballarin fatta dall’arch Guido Canali apprezzando il livello professionale e tecnico dell’illustre architetto che ha esposto un progetto dove si è proposta un’interessante visione filosofica costruttiva alla ricerca di una sintesi e osmosi tra uomo e natura.
