Maggio 15, 2024

VERSO LE RETI CLINICHE NELLE MARCHE: DEFINITE LE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA PRESA IN CARICO GLOBALE DEL PAZIENTE

Gestire la malattia in maniera integrata: per questo nascono le ‘Reti clinico-assistenziali’.

Redazione

La Regione Marche ha definito le linee di indirizzo, un passaggio fondamentale, che dà attuazione alle strategie delineate nel Piano Socio Sanitario Regionale. Le reti cliniche rappresentano ‘aggregazioni funzionali’ di servizi e operatori che lavorano insieme in modo continuativo e coordinato per raggiungere obiettivi comuni e garantire percorsi di cura di alta qualità, come previsto da DM n.70/2015 e recepito dal Piano Socio Sanitario della Regione Marche 2023-2025. L’obiettivo è quello di rendere più accessibile l’offerta sanitaria nelle Marche, orientando cittadini e operatori sanitari per una presa in carico globale.Le reti si distinguono in tempo-dipendenti e non tempo dipendenti. Le tempo-dipendenti sono quelle in cui il fattore tempo è determinante e sono: la cardiologica per l’emergenza, quella dell’ictus, del trauma, della neonatologia e dei punti nascita. Il modello individuato è quello “HUB e SPOKE” dove gli HUB sono responsabili della gestione dei casi più complessi, con personale altamente specializzato, tecnologie avanzate e risorse per gestire l’alta intensità di cure. Gli SPOKE erogano invece servizi di minore complessità e garantiscono la continuità della cura collaborando con l’HUB di riferimento. Le reti non tempo-dipendenti puntano invece su una gestione integrata della malattia che vada dalla prevenzione, alla diagnosi, al trattamento, alla riabilitazione. Per entrambe la governance si basa su due livelli: un Coordinamento Regionale e Comitati Locali presso gli Enti del SSR. Il Coordinamento Regionale prevede la presenza del Direttore e dei Dirigenti competenti dell’ARS, dei Direttori Sanitari degli Enti del SSR che partecipano alla rete e di un Referente Clinico in qualità di responsabile operativo della rete. Tra i compiti: quello di diffondere e promuovere protocolli e procedure uniformi, formulando indirizzi tecnico-operativi, promuovere la formazione, verificare il funzionamento e i risultati raggiunti della rete regionale, e implementare un sistema informatico a supporto della stessa rete. Ciascun Ente del SSR istituisce il proprio Comitato Locale che gestisce le attività in coerenza con le indicazioni regionali ed è composto da: un Referente clinico che coordini le attività di sviluppo e programmazione, un Referente per ogni Direzione Medica Ospedaliera, uno per ogni Unità Operativa/Servizio coinvolto nella rete/PDTA, un Referente delle Direzioni Professioni Sanitarie, uno referente per ogni Distretto e per i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta delle AST, un Rappresentante per cittadini/pazienti, e altre figure ritenute necessarie. Tra le attività principali: la promozione dei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA), lo sviluppo di protocolli e procedure per la presa in carico e la soddisfazione dei bisogni dei cittadini, le attività di audit clinico assistenziale e organizzativo, la verifica delle attività e il controllo degli obiettivi. Le reti cliniche regionali, attraverso l'attribuzione di specifiche responsabilità organizzative, puntano a garantire le competenze più adeguate e le risposte più efficaci, l’equità dell’accesso ai servizi sulla base delle necessità, ma anche un utilizzo adeguato di personale, tecnologia e spazi. L’obiettivo finale è di superare la logica aziendale o di struttura per rispondere in modo ampio e coordinato a problematiche complesse, in attuazione dell’Accordo Stato-Regioni del 24 gennaio 2018.