Questo è quello che, nei fatti, in un sistema democratico, la Polizia di Stato ha garantito anche ieri a Roma nel corteo “contro il governo della guerra” e per la Palestina. Durante la libera e pacifica espressione di idee e del dissenso, però, alcuni professionisti del disordine, lanciando oggetti e bombe carta, si sono fisicamente e violentemente scontrati con i 20 colleghi del Reparto di Senigallia li in servizio ed i poliziotti per evitare lo sfondamento del cordone e la tutela dei contestatori pacifici, sono stati costretti a lanciare dei lacrimogeni; nessun poliziotto è rimasto ferito e, a quanto ci risulta, neanche nessun manifestante. “Roma”, quindi, è l’ulteriore dimostrazione che ad Ascoli i 16 feriti tra i poliziotti rappresentano il risultato di una organizzazione non adeguata del dispositivo di sicurezza rispetto al grado di rischio e che vi è stata una chiara responsabilità di chi ha gestito l’ordine pubblico. Non è scontato, quindi, che i feriti tra le Forze dell’Ordine siano necessariamente il prezzo da pagare perché il servizio si svolga al meglio, come affermato dal Questore di Ascoli, altrimenti il Questore di Roma, nel giro di poco tempo, con la frequenza delle manifestazioni nella Capitale, non avrebbe più poliziotti da impiegare su strada. Ad Ascoli è fallito il sistema di prevenzione e, ad oggi, anche quello di repressione perché, se la risposta della Questura con i quattro arresti rimarrà tale senza ulteriori provvedimenti ed un numero adeguato di Daspo, proporzionale rispetto ai tifosi violenti, lo Stato non avrà dato una risposta adeguata alla cittadinanza onesta. Alessandro Bufarini, Segretario Generale Provinciale di Ancona e componente del Direttivo Nazionale Siulp, torna sulla gestione del servizio di ordine pubblico Ascoli – Pisa e sulle successive dichiarazioni del Questore che affermava la buona riuscita del servizio e di essere riuscito a garantire che nessuno si facesse male, probabilmente, considerando NESSUNO i poliziotti feriti. Per il Siulp non è finita qui, perché dopo la netta chiusura al confronto da parte del Questore e nessuna precisazione pubblica e di vicinanza ai colleghi, per comprendere le valutazioni fatte sulla Sicurezza nell’organizzazione dell’evento, e sulle criticità della conformazione strutturale dell’impianto sportivo Del Duca che, a detta del Questore, non favorirebbe di svolgere nel migliore dei modi i servizi di ordine pubblico, situazione, a suo dire, segnalata fin dal momento dell’insediamento, siamo stati obbligati a formalizzare una richiesta di accesso agli atti. Il Siulp, in una riunione di segreteria regionale, ha deliberato la presa di posizione pubblica che verrà effettuata con un sit-in con volantinaggio davanti alla Questura ed alla Prefettura di Ascoli Piceno con una delegazione di quadri, provinciali e regionali, in data 12 giugno p.v.. Le modalità, gli orari e, l’eventuale coinvolgimento di altri Sindacati, verranno comunicati dal Segretario di Ascoli Piceno, Benedetto Fanesi, nei giorni precedenti la manifestazione. L’iniziativa verte sulla Sicurezza nei posti di Lavoro e sulle aggressioni alle Forze dell’Ordine; la campagna promossa dal Siulp Ascoli Piceno, #IONONsonoNESSUNO – tornare a casa incolume è un MIO diritto”, si inserisce in tale contesto. L'infortunio di un poliziotto non deve essere visto come un fatto “scontato” e la “normalità” insita nel servizio che svolge ma come un evento imponderabile che deve verificarsi eccezionalmente dopo che sono state messe in atto tutte le precauzioni organizzative del caso perché anche il poliziotto è un lavoratore alla pari degli altri. Il Siulp sottolinea la vicinanza agli operatori del controllo del territorio ed ai professionisti dell’ordine pubblico quali i colleghi dei Reparti Mobili ma più in generale a tutti i colleghi delle Forze dell’Ordine che, giornalmente, subiscono sempre più aggressioni e rischiano la propria vita per la garanzia di espressione dei diritti altrui.
Alessandro Bufarini - Benedetto Fanesi
