Così, attraverso tutte le sue evoluzioni, essa è riuscita a mantenere fedealla promessa di pace, fatta dalla Dichiarazione Schuman, conservata oggi in due trattati internazionaliunici al mondo, che fanno da fondamenta alla “nostra casa comune”.L’8 e il 9 giugno prossimi anche noi cittadini italiani siamo chiamati alle urne per il rinnovo delParlamento europeo, ad avvalerci di una sovranità che ci appartiene e della responsabilità, con il nostrovoto, di fare scelte ragionevoli in linea con le vere origini della nostra Europa. Un invito rivolto anche aigiovani che, esercitando questo diritto, per molti la prima volta, diventano i protagonisti del contributo acostruirla più unita, volta ad assicurare il loro futuro e a rispondere alle loro aspirazioni più alte, mettendosempre al centro la dignità della persona umana e il rispetto e la tutela del bene comune. Nel contestostorico in cui ci troviamo, le elezioni sono anche un’opportunità per dare il proprio riscontro sulla legislaturaappena conclusa e l’input per quella che verrà e dovrà affrontare le sfide che coinvolgono l’Europacontemporanea e a livello internazionale. Scegliendo dunque i rappresentanti che, nel prossimoquinquennio, segneranno le evoluzioni non solo del progetto europeo, ma anche delle politiche cheattraverseranno le nostre vite, in quanto cittadini europei, le imminenti elezioni diventano oggi più che maiuna preziosa occasione per plasmare l’Unione Europea del futuro.“Sappiamo che l’Unione Europea non è perfetta e che molte delle sue proposte politiche e legislative nonsono in linea con i valori cristiani e con le aspettative di molti dei suoi cittadini, ma crediamo di esserechiamati a contribuire ad essa e a migliorarla con gli strumenti che la democrazia offre.” (dalladichiarazione dei vescovi della Commissione delle Conferenze episcopali dell’UE) Sentiamo pertanto ilbisogno di un voto che illumini di nuovo il volto dell’Europa, tenuto insieme dall’originario sogno di politiciispirati, che la pensarono unita e annunciatrice di pace, di libertà, di giustizia, di solidarietà, di equità e ditolleranza, centrata sulla persona umana e sul suo diritto alla vita. Una vita: piena, bella, felice e condivisa.Un voto quindi, che accompagni il volo dell’Europa verso l’alto: attraverso la ridefinizione dei confini inchiave di inclusione, di accoglienza e la libera circolazione di ogni buona espressione umana. In alto, pergiungere ad una difesa comune organizzata, ma innervata dal ripudio della guerra come strumento dirisoluzione e di offesa. Ancora in alto, verso la tutela e la conservazione della casa comune e delle suerisorse. Infine, ma non meno importante, ci auguriamo che questo volo “comune” diventi sempre piùproteso a “giocare di anticipo” sulle emergenze e sulle esigenze degli ultimi e dei più fragili. Come laiciimpegnati sentiamo forte la responsabilità di continuare a sognare e costruire un’Europa carismatica,poliedrica e realmente comunitaria, in cui ogni Stato membro sia dono indispensabile e servizievole perl’altro, segnando così, come afferma papa Francesco, la crescita “dell’unità nella diversità”.
"Piccoli passi, ma tutti insieme”, documento della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali
‘Piccoli passi, ma tutti insieme” è lo spirito che ha guidatola nascita dell’Unione Europea: fondata su unsolido principio di solidarietà – rompendo i legami con il suo passato di guerra - l’Unione ha fatto della cooperazione lo strumento essenziale per risolvere i complessi problemi transfrontalieri di ieri e di oggi,senza lasciare indietro nessuno.
