stante l’indicazione progettuale riportata all’ Allegato 1.9 (Studio di impatto e fattibilità ambientale) che via Dandolo ricade nel perimetro del tessuto storico, sorgono dubbi spontanei sulla non presenza dell’Autorizzazione Paesaggistica per la realizzazione delle cabine elettriche in via Dandolo;
La Tavola 2.12b del Progetto Esecutivo riporta per la vasca realizzata in via Dandolo la dicitura “Prima Pioggia” (per il trattamento di tali acque si fa riferimento all’art. 113 del d.lgs. n.152/2016); sempre sul progetto si trova scritto: “Tale vasca inoltre, dovrà essere in grado di garantire anche l’accumulo di quota parte dei reflui provenienti dalla zona Nord di via Dari e di via Colombo, come da indicazioni del committente” – circostanza non contemplata dall’art. 113 del d.lgs. n. 152/2016 – Ci si chiede: “Qual è la vera funzione della vasca? Qual è il funzionamento? Quali trattamenti delle acque sono effettuati? Lo sversamento in mare è sicuro?
Inoltre, confrontate – solo visivamente - le tavole di progetto con le opere in corso, si riscontrano difformità sostanziali nell’esecuzione:
emerge che è necessaria una variante che contempli una modifica alla sede viaria e al marciapiede con conseguente riduzione della carreggiata già ridotta per la presenza delle cabine (Cfr. progetto definitivo Tav. 2.20 ed Esecutivo Tav 2.12b);
Le cabine di cui i residenti chiedono la delocalizzazione hanno un’altezza fuori terra notevolmente superiore a quella prevista e autorizzata.
INTERPELLA IL SINDACO E L’ASSESSORE COMPETENTE
Per sapere se hanno intenzione di dare risposte ai promotori della petizione e ai tanti cittadini che stanno giorno dopo giorno aderendo alla protesta contro la decisione non condivisa coi residenti di ubicare sulla strada tre cabine elettriche previste nell’ambito dei lavori di sistemazione della rete fognaria della zona nord della città. Cabine che ospitando solo dispositivi elettrici possono tranquillamente essere delocalizzate, anche in conseguenza delle difformità riscontrate che vanno sanate, per eliminare quell’impatto visivo devastante di oltre 16 metri a danno del quartiere. Una scelta che andrà a segnare negativamente una parte di città che dovrebbe invero essere riqualificata, vista l’ubicazione a ridosso del mare e in prossimità del porto.
Per ottenere risposte ai dubbi e alle preoccupazioni sopraesposte che si sono palesate nel corso del suddetto sommario approfondimento, e cioè se l’opera non possa essere causa di un ben più preoccupante danno ambientale per lo sversamento in mare di acque non adeguatamente trattate, visto e considerato, che nella vasca confluiscono acque meteoriche e reflui.
I consiglieri comunali
Aurora Bottiglieri - Paolo Canducci
