Ottobre 04, 2024

Apposti i sigilli al Convitto Delfico di Teramo, caos per 1200 studenti che adesso sono senza una sede

Teramo - Sconcertodei genitori dei 1.200 studenti che sono rimasti senza più una scuola ma anche dei professori che da oggi sono praticamente in ferie.

Redazione

Sconcertati da una notizia inimmaginabile e repentina. Giustamente ci si domanda perché i sigilli al convitto Nazionale Delfico siano stati apposti a soli pochi giorni dalla riapertura delle scuole e non prima che ripartissero le lezioni. Evacuazione immediata del palazzo del Convitto nazionale che ospita circa 1200 studenti tra tutti gli indirizzi (Liceo Classico, Scientifico, Coreutico, scuole elementari e medie). Dalla Procura, vengono, in sintesi contestati lavori di adeguamento sismico che non sarebbero stati effettuati in modo corretto. La struttura non sarebbe sicura per studenti, insegnanti e impiegati. La notizia ha lasciato tutti un po' scombussolati soprattutto i genitori, lavoratori, che in poche ore hanno dovuto pensare a come sistemare i figli il giorno. Insomma un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Tanto che, qualche buon tampone, ha voluto apporre un biglietto “scherzi a parte”, in riferimento alla nota trasmissione Mediaset.Ma perchè sono stati apposti i sigilli allo storico edifico? Gli accertamenti che hanno portato al sequestro sono stati svolti nell'ambito di diverso procedimento penale che ha riguardato la realizzazione dei lavori strutturali dell’edificio. La procura ha successivamente incaricato un architetto del provveditorato interregionale per le opere pubbliche di eseguire la valutazione di sicurezza della struttura per stabilire se il fabbricato possa resistere alle azioni sismiche con un livello di sicurezza minimo richiesto dalla norma da sottoporre poi al comitato tecnico. Solo ad inizio settembre si è arrivati all'acquisizione della documentazione inerente la verifica di vulnerabilità sismica dell'edificio che ha poi portato qualche giorno dopo il comitato tecnico amministrativo a ritenere, tra le altre criticità, che il livello di sicurezza sismico per l'edificio risultava pari al 46% e quindi inferiore rispetto al limite del 60% riconosciuto dalle nuove norme in vigore per gli edifici ad uso scolastico al momento non ci sono indagati per queste inchiesta. Dunque per tutelare l'incolumità pubblica in un edificio tra l'altro che insiste su una zona sismica 2 si è reso necessario procedere al sequestro. I giudici hanno evidenziato che: "eventuali difficoltà logistiche non possono prevalere sulla necessità di garantire l'incolumità delle persone che con l'edificio conducono la loro attività di studio di lavoro e svolgono la loro vita privata.Il reato per cui si procede e omissione di lavori in edificio che minaccia rovine”. Al momento non ci sono indagati. La prima emergenza è stata quindi quella di trovare una soluzione per i 1200 ragazzi coinvolti. Per quanto riguarda quelli degli istituti superiori troveranno probabilmente “alloggio” nelle sede dell’Università degli Studi di Teramo. Chiaramente non si tratta di una soluzione immediata e se ne cercano altre al contempo per individuare spazi idonei. Una risposta immediata all’emergenza e soprattutto ai ragazzi e alle famiglie dei ragazzi di scuole elementari e medie, è arrivata dal Comune: garantita l'ospitalità negli alberghi per i cinque studenti fuori sede che pernottavano nel convitto. Per quanto riguarda scuole elementari e medie sono stati individuati gli edifici delle scuole De Jacobis e San Berardo che potranno ospitare dalla prossima settimana gli alunni ma la data certa non è stata, giustamente, ancora stabilita. Si tratta di sette classi delle scuole elementari e sette delle medie. La soluzione, che comporterà del tempo, sarà quella di creare un polo scolastico con strutture mobili. Una cosa è certa: gli studenti non torneranno presto nel loro istituto scolastico.