Ottobre 12, 2024

Ascoli Piceno - Ponte Ancaranese, Loggi vuole chiamare in causa anche la premier Meloni

Le polemiche non si placano. Anzi, sono sempre più accese in merito alla persistente chiusura del ponte sull’Ancaranese, che collega due province, quella di Ascoli e quella di Teramo, trovandosi all’altezza di Castel di Lama, e dunque due regioni, le Marche e l’Abruzzo

Redazione

Si tratta di uno snodo cruciale per il traffico, considerando il fatto che lì c’è l’uscita della superstrada Ascoli-Mare e funge anche da raccordo per il transito dei tir e degli altri mezzi pesanti che riforniscono le attività commerciali locali, tra cui un ipermercato, e le tante aziende della vallata del Tronto. Il ponte, che dovrà essere demolito e ricostruito in quanto non più sicuro, è chiuso ormai da mesi, con la circolazione stradale che quotidianamente va in tilt. Le Province di Ascoli Piceno e Teramo, responsabili della gestione, hanno espresso preoccupazioni durante una conferenza stampa, sottolineando che, nonostante siano disponibili undici milioni di euro per la ricostruzione, la Soprintendenza delle Marche si appresta a vincolarlo opponendosi, di fatto, all’abbattimento e alla costruzione di un nuovo ponte, preferendo invece preservare quello storico. Il presidente della Provincia di Ascoli, Sergio Loggi, ha anche annunciato di essere disposto a rivolgersi alla premier Meloni se la situazione non dovesse sbloccarsi. Il progetto proposto dalle due Province prevede la demolizione del ponte in muratura, costruito nel 1870 e ricostruito nel 1944 dopo i bombardamenti, insieme a quello parallelo in cemento, per realizzarne uno moderno e sicuro, transitabile in entrambe le direzioni. Tuttavia, il vincolo della Soprintendenza potrebbe far aumentare notevolmente i costi. In attesa di una soluzione definitiva, verranno installati semafori con sensori di traffico per regolare la circolazione sul ponte in cemento, istituendo il senso unico alternato.