Novembre 20, 2024

È allarme rosso per il salvamento acquatico: la nuova normativa mette a rischio le spiagge italiane

L’ estate 2025 a rischio sicurezza?

Redazione

Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 85 del 29 maggio 2024 che ridisegna la disciplina del salvamento acquatico italiano, ha scatenato un'ondata di critiche da parte degli operatori del settore e degli enti di categoria e mette in discussione la sicurezza sulle nostre spiagge. A lanciare l’allarme è stata la Federazione Italiana Salvamento Acquatico (Fisa), che da sempre si occupa della formazione professionale degli assistenti bagnanti. Il senatore Luigi Nave, da remoto, ha aperto l’incontro riassumendo il motivo ed il valore dell’interrogazione parlamentare che dovrebbe portare il governo a rivedere tale decreto. Il momento centrale della conferenza stampa è stato trattato dal presidente della Fisa Raffaele Perrotta che ha mostrato tutto il suo disappunto. «Questo decreto – ha affermato - avrebbe dovuto riflettere le reali esigenze professionali e le competenze richieste in un settore cruciale per la sicurezza pubblica. Il decreto sta privilegiando aspetti pericolosi come allungare la validità dei brevetti o rimuovere la Guardia Costiera dalle commissioni valutative per il rilascio dei brevetti di Assistenti Bagnanti o ancora su un aspetto prettamente sportivo. Sono molto preoccupato per le future generazioni verso le quali abbiamo grandi responsabilità e a cui devono essere lasciate leggi fatte da professionisti». La conclusione è della vice presidente della Fisa Martina Capriotti, che sottolinea come la federazione da anni evidenzia agli enti pubblici disuguaglianze degli standard formativi, valutativi ed operativi. «Tutto è partito da noi della Fisa in realtà - riferisce la Capriotti - quindi noi, più di tutti, abbiamo voluto questo decreto. Sarebbe dovuto essere il risultato di un percorso costruttivo tra tutti i referenti del salvamento acquatico Italiano, cioè enti formatori, soccorritori, fornitori diretti di servizio di assistenza e salvataggio, insieme agli enti pubblici come la Guardia Costiera. Sono fiduciosa nel buonsenso di chi ci governa. Il lavoro dei potenti si riflette in maniera decisiva sulle future generazioni e questo è un invito ad un’azione collaborativa nel ridefinire i dettagli e tecnicismi del decreto».