Aprile 24, 2025

Concluso il progetto 'Oro blu' a protezione dell'ambiente marino

Con 28.346 controlli, di cui 6.749 sugli scarichi idrici, 12.070 sulla gestione dei rifiuti, 9.527 per fenomeni di inquinamento marino, 4.053 per abusivismo demaniale e 1.111 all'interno delle Aree Marine Protette si è conclusa l'operazione nazionale di polizia ambientale "Oro Blu", della Guardia costiera, iniziata il 13 gennaio, coordinata dal Centro di Controllo Nazionale Ambiente, ha avuto l'obiettivo di contrastare gli illeciti legati agli scarichi idrici e tutelare l'ambiente marino-costiero.

Redazione

Nell'ambito di 'Oro Blu' le verifiche hanno portato alla contestazione di 549 illeciti, di cui 226 amministrativi e 323 penali. Le sanzioni elevate ammontano a oltre 1,3 milioni di euro. Eseguiti anche 151 sequestri. I controlli hanno riguardato scarichi reflui industriali e domestici, impianti produttivi, depuratori comunali e impianti fognari. Durante le ispezioni è stata verificata la presenza delle necessarie autorizzazioni ambientali il rispetto dei limiti di legge, come previsto dal decreto legislativo 152/2006. Il Laboratorio Analisi Ambientali della Guardia Costiera, con sede a Fiumicino e intitolato a Natale De Grazia, ha analizzato 40 campioni di acque di scarico, rilevando 12 violazioni per superamento dei limiti di legge. Sono stati coinvolti anche i laboratori delle ARPA regionali e il Laboratorio Ambientale Mobile. Nicola Carlone, comandante generale della Guardia Costiera, ha commentato: "Gli importanti numeri dell'operazione di polizia ambientale Oro Blu testimoniano come la Guardia Costiera stia investendo sempre più sulla tutela e protezione dell'ambiente marino e costiero, attività che ci vedono chiamati in prima linea a difesa di un asset strategico per il Paese. Con l'operazione Oro Blu stiamo quindi dando continuità ad un impegno che, nel 2024, ha fatto registrare oltre 140mila controlli in questa materia, accertando e sanzionando fonti inquinanti che rischiavano di compromettere aree naturalistiche e di balneazione, con potenziali ricadute negative sull'economia di tante realtà territoriali che hanno nel mare la propria ricchezza".