Luglio 27, 2025

Turismo insofferenza: "A parole più Marche, nei fatti il segno è sempre meno"

Ameli (PD): “Dalla Giunta Acquaroli nessuna visione strategica. Serve un nuovo protagonismo delle Marche a livello nazionale e internazionale”.

Redazione

«Pochi arrivi, presenze in calo, turismo in sofferenza: è questa la realtà che vivono le Marche, nonostante gli slogan e i proclami della Giunta Acquaroli». Così Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico e candidato al Consiglio Regionale delle Marche, commenta i primi dati preoccupanti sulla stagione turistica che arrivano dagli operatori del settore, rilanciando l’allarme lanciato anche dal candidato presidente del centrosinistra Matteo Ricci. «Il turismo dovrebbe essere uno dei principali motori dell’economia marchigiana – prosegue Ameli – e invece paghiamo l’assenza di una visione strategica e di investimenti mirati. Il disastro dell'ATIM, l'agenzia voluta da Acquaroli, è sotto gli occhi di tutti. Risultato? Siamo penultimi in Italia per presenza di turisti stranieri: un dato che grida vendetta e che certifica il totale fallimento delle politiche regionali in materia di promozione, internazionalizzazione e valorizzazione del nostro patrimonio». Ameli sottolinea che, al di là delle parole e degli spot, il governo regionale guidato da Acquaroli ha mostrato tutti i suoi limiti: «La verità è che lo slogan “Più Marche” si è trasformato in un paradosso. Nei fatti, è il segno meno a prevalere: meno turisti, meno lavoro, meno attenzione alla cultura, all’ambiente e alla sostenibilità. Chi governa ha dimenticato che il turismo non si fa con gli spot, ma con infrastrutture, eventi di qualità, promozione all’estero, servizi efficienti e una narrazione moderna della nostra identità territoriale, quest'ultima totalmente assente anche a causa di un presidente "invisibile"». Infine, Ameli rilancia l’impegno del centrosinistra: «Con Matteo Ricci e con la proposta del buon vivere vogliamo costruire un’alternativa concreta: sostenibile, innovativa, capace di far crescere l’intera regione. Le Marche meritano di tornare ad essere una destinazione attrattiva e vivace, non una terra dimenticata dalla politica e assente dai radar del turismo internazionale».