Occorre però riportare la discussione su un piano di verità e responsabilità. L’esposizione di una bandiera, in particolare quella della Palestina in un momento così delicato, non è una gara a chi arriva primo, né un pretesto per dimostrare coraggio politico a suon di comunicati. È, semmai, un gesto che ha bisogno di rispetto, di regole e di senso delle istituzioni. Il Consiglio comunale ha approvato una mozione – è vero – e il sottoscritto l’ha votata, con senso di responsabilità. Ma amministrare significa anche rispettare tempi tecnici, procedure, forniture, perfino per l’acquisto di una bandiera. Chi non ha mai amministrato nulla può forse illudersi che un voto consiliare si traduca automaticamente in un gesto plastico il giorno dopo. Non è così, e non per mancanza di volontà, ma per rispetto delle regole amministrative che valgono per tutti, sempre. Il post da me pubblicato non è né provocazione né ambiguità: è il tentativo di riportare il dibattito a una dimensione umana, dove il dolore di ogni popolo merita lo stesso rispetto. Esporre una bandiera non può e non deve diventare un atto divisivo. E non è con la teatralità o con la ricerca del nemico politico che si dà dignità a un popolo martoriato. Scegliere di non cedere alla retorica del "con me o contro di me" non è ambiguità, è responsabilità. E se rimanere umano, istituzionale e coerente con l’idea di una comunità che si riconosce nella pace, nel dialogo e nel rispetto, significa essere accusato di "silenzio", allora accetto volentieri questa accusa. Ma non accetto lezioni di coerenza da chi riduce un dramma geopolitico a una polemica di paese."
Luglio 29, 2025
Nota stampa del Sindaco Andrea Cardilli
Colli del Tronto - "Leggo con attenzione – e un certo rammarico – le parole della minoranza, che scambia la complessità delle istituzioni per il palcoscenico di uno scontro simbolico.
Redazione
