Agosto 14, 2025

"Ferragosto per Gaza", tre iniziative solidali nelle Marche

Quest'anno il Ferragosto, tra Piceno e Fermano, non sarà soltanto sinonimo di vacanze e spensieratezza.

Redazione

Tre associazioni del territorio - la Consulta per la fratellanza tra i popoli di Grottammare, Palestina Libera! di Fermo e Piceno per la Palestina - hanno deciso di proporre un'alternativa fatta di solidarietà e impegno civile. Nasce così "Ferragosto per Gaza", tre appuntamenti pensati per richiamare l'attenzione sulla gravissima emergenza umanitaria che da mesi colpisce la popolazione palestinese. Gli organizzatori parlano di "genocidio", ricordando come l'uccisione di migliaia di bambini, la distruzione delle infrastrutture e la privazione dei beni essenziali non possano essere considerate semplicemente "effetti collaterali" di un conflitto. Per questo hanno scelto proprio i giorni centrali dell'estate, quelli in cui le piazze e le spiagge si riempiono di persone, per portare un messaggio forte e chiaro: non voltarsi dall'altra parte. Il primo appuntamento è previsto a San Benedetto del Tronto, oggi pomeriggio dalle 17.30 in viale Secondo Moretti. Qui si terrà la lettura pubblica dei nomi dei bambini palestinesi uccisi dall'8 ottobre del 2023 in poi. Un momento di raccoglimento, memoria e denuncia, a cui chiunque passi potrà unirsi, anche solo fermandosi ad ascoltare. Domani, a Ferragosto, l'iniziativa si sposterà a Porto San Giorgio. Alle 17, sulla spiaggia, avrà luogo un flash mob che proverà a rompere la leggerezza della festa con un gesto simbolico: ricordare che mentre in Italia si brinda e si festeggia, a Gaza la popolazione continua a pagare un prezzo altissimo. La chiusura sarà affidata a Grottammare, venerdì 16 agosto alle ore 18, in Piazza Kursaal. Qui andrà in scena un altro flash mob, accompagnato dalla testimonianza diretta dell'attivista palestinese Ammar Amadneh. L'evento, patrocinato dal Comune, si svolgerà sotto lo slogan "Tutti giù per terra contro l'indifferenza per restare umani", un invito esplicito a reagire alla rassegnazione e a riconoscere nell'empatia la nostra più profonda responsabilità civile.