Al momento della votazione erano assenti gli esponenti di centrodestra, ma stupisce e non poco che il Sindaco della nostra città, insieme ad altri esponenti della maggioranza, abbiano deciso di astenersi. Che senso ha partecipare alle celebrazioni del 25 aprile nel proprio ruolo istituzionale, rendere discorsi pubblici di condanna al fascismo quando poi si decide di astenersi usando un cavillo regolamentare? Se tutto fosse una sola questione tecnica, non avremmo bisogno delle figure di indirizzo politico quali la giunta o il consiglio comunale. Come Partito Democratico riteniamo che i valori dell’antifascismo vadano protetti e tutelati ogni giorno, anche attraverso atti amministrativi che recidono un retaggio storico ormai lontano nel tempo. Astenersi significa non decidere e non scontentare una parte politica che non ha mai scelto di prendere, definitivamente, le distanze dal fascismo e i suoi simboli. Non è una questione minore, ma un atto dovuto. Del resto chi governa la nostra regione milita in un partito che non rinnega Mussolini e il ventennio, che con ipocrisia partecipa alle celebrazioni del 25 aprile o peggio le diserta. Questa è l’ennesima occasione persa per dare un segnale politico chiaro e per restare nella comoda ambiguità del silenzio. “Il fascismo non è un’opinione, ma un crimine” diceva Sandro Pertini. Per questo come Partito Democratico non smetteremo mai di batterci per proteggere i valori dell’antifascismo e di ricordare a chi governa che fare politica significa decidere, schierarsi e non solo valutare sempre la posizione più comoda, senza ipocrisia e con il coraggio delle proprie idee per dare una città non solo cemento, ma anche valori e una visione sinceramente democratica.
Agosto 27, 2025
Il consiglio comunale di San Benedetto boccia la proposta presentata da Aurora Bottiglieri e Paolo Canducci per revocare la cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini il 24 maggio 1924
San Benedetto - Ieri il consiglio comunale di San Benedetto ha bocciato la proposta presentata da Aurora Bottiglieri e Paolo Canducci per revocare la cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini il 24 maggio 1924.
Redazione
