Ottobre 01, 2025

Rendiconto Inps 2024, in calo la popolazione nel Piceno

Il Rendiconto Sociale Inps 2024 della Provincia di Ascoli Piceno presentato stamani fotografa l'andamento demografico, economico e sociale del territorio.

Redazione
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La popolazione residente continua a calare: il saldo complessivo è -753, con un saldo naturale negativo (-1.222) solo in parte compensato dal saldo migratorio positivo (+469). L'incidenza dei nuovi immigrati (0,4%) resta in linea con la media nazionale ma inferiore a quella regionale. Sul fronte occupazionale il saldo assunzioni/cessazioni è positivo: 35.026 ingressi contro 34.057 uscite. Diminuiscono però i contratti a tempo indeterminato (da 4.746 a 4.535), mentre crescono quelli a termine (da 13.677 a 13.868) e part-time (da 13.298 a 13.503). Migliorano gli indicatori: il tasso di occupazione sale dal 67,2% al 69,9%, la disoccupazione scende dal 4,3% al 3,7% e gli inattivi passano dal 29,6% al 27,3%, valori più favorevoli di media regionale e nazionale. Le domande di disoccupazione sono 12.674, le ore di Cassa Integrazione 330.649, con 2.632 beneficiari complessivi. Le retribuzioni restano inferiori alla media italiana: 94,2 euro giornalieri per gli uomini contro 107,5 nazionali, 70 euro per le donne contro 79,8. Persistono disparità di genere anche nelle tipologie contrattuali. I pensionati sono 59.173, con 3.500 nuove pensioni liquidate, in aumento rispetto al 2023. Le prestazioni assistenziali contano oltre 12 mila indennità di accompagnamento e 3.880 invalidità civili. Si riducono le pensioni anticipate con "opzione donna" e le quote. Nel 2024 sono state accolte 1.281 domande di Assegno di Inclusione e 156 di SFL, inferiori rispetto al Reddito e Pensione di cittadinanza del 2022. Sul piano contributivo le entrate crescono del 3,32%, più della media nazionale. Le riscossioni amministrative passano da 28,3 a 33,7 milioni, mentre calano quelle coattive (da 13,4 a 12,9 milioni). Diminuiscono le ispezioni (da 99 a 88) e i Durc irregolari (13,2% contro 16,2% nazionale). Migliora infine la qualità del servizio: i tempi medi per le visite di invalidità civile si riducono da 141 a 111 giorni, con soli 16 per la fase amministrativa. Il quadro mostra una lieve ripresa occupazionale, ma anche persistenti criticità demografiche e disparità di genere.