Novembre 07, 2025

La minoranza trattata come una fastidiosa presenza: basta con l’arroganza della maggioranza

Altro che solidarietà a Sigfrido Ranucci: è il giornalista che, vista la gravità delle azioni della maggioranza, dovrebbe esprimere solidarietà a noi.

Redazione

La misura è colma. Da troppo tempo la minoranza viene trattata come una metastasi politica, una presenza tollerata con fastidio, con cui la maggioranza ritiene di dover semplicemente convivere. Non ci vediamo mai invitati agli eventi dell’amministrazione, mentre in ogni occasione ufficiale non manca mai la presenza di un consigliere delegato o di un rappresentante della maggioranza. Quando partecipiamo a manifestazioni pubbliche, ci vengono assegnati posti marginali, sempre peggiori rispetto a quelli riservati ai consiglieri di maggioranza. Un comportamento non solo offensivo, ma che mina alla base il principio democratico della parità di rappresentanza. L’episodio più grave: la lettera “nascosta” dell’Ordine dei Giornalisti L’ultimo momento utile per comunicare la lettera del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti sarebbe stato all’inizio del Consiglio comunale o almeno all’apertura della discussione sulla mozione. Invece, nel corso del dibattito sulla solidarietà a Sigfrido Ranucci, il capogruppo di maggioranza ha annunciato all’improvviso la presenza di una lettera, sbandierandola come un’arma politica contro l’opposizione. Si trattava di una lettera indirizzata al sindaco e di ringraziamento al Consiglio comunale, ma — fatto gravissimo — non è mai stata comunicata ai consiglieri di minoranza. Non parliamo di una svista, ma di una scelta deliberata: la lettera è stata consegnata esclusivamente ai consiglieri di maggioranza. Un atto che rappresenta una mancanza di rispetto istituzionale e che la dice lunga sul livello di democrazia di questo sindaco e della sua maggioranza. Ancora più grave è stato il silenzio seguito all’episodio: nessuna scusa dal sindaco, nessuna parola dal presidente del consiglio — che avrebbe dovuto difendere le prerogative di tutti i consiglieri — e nessun cenno di autocritica dal capogruppo di maggioranza. Per questa maggioranza tutto si riduce a un “incidente di percorso”. Ma non è così. Una maggioranza autoreferenziale e arrogante Lo vediamo ogni giorno: una maggioranza autoreferenziale e chiusa in se stessa, che considera la minoranza non come parte integrante della città e della democrazia, ma come un semplice fastidio da sopportare. Da oggi, a questo disprezzo sistematico, risponderemo con tolleranza zero. Non tralasceremo più alcun episodio: denunceremo pubblicamente ogni atto, ogni omissione, ogni scelta che metta in luce la pochezza, l’incompetenza e l’arroganza politica di questa maggioranza. Un gruppo che, trincerandosi dietro la propria vittoria elettorale, crede di poter spadroneggiare sulla città, assegnando spazi pubblici a privati per pochi euro, distribuendo incarichi “gratuiti” che poi gratuiti non sono, e coinvolgendo parenti e amici negli incarichi di fiducia (atti legali, ma certamente inopportuni). È finito il tempo delle colombe. La minoranza farà sentire la propria voce — forte, chiara e senza compromessi — per difendere la dignità delle istituzioni e il diritto di rappresentanza di tutti i cittadini. La verità sulla mozione di solidarietà a Ranucci Infine, riteniamo doveroso esprimere la nostra solidarietà a Sigfrido Ranucci per il grave attentato subito. Tuttavia, è necessario chiarire un punto fondamentale: questa maggioranza, incapace di comprendere l’importanza di fare fronte comune di fronte a simili episodi, non ha fatto nulla per favorire una mozione condivisa. Non abbiamo potuto votare la mozione proposta, perché conteneva la richiesta di annullamento delle querele contro il giornalista, cosa che lo stesso Ranucci ha più volte e pubblicamente dichiarato di non volere, ribadendo di voler difendersi nelle sedi opportune per dimostrare la correttezza del proprio operato. Una mozione scritta male, usata più per propaganda che per reale solidarietà. Ancora una volta, un’occasione persa da parte di una maggioranza che antepone la propria immagine politica alla serietà delle istituzioni. La minoranza continuerà a vigilare, denunciare e pretendere rispetto — per sé, per i cittadini e per la democrazia.

                                        Raffaele Rossi