Novembre 08, 2025

Ascoli Piceno - Un progetto del Comune per accogliere nuclei famigliari svantaggiati

La giunta comunale ha approvato la revisione del protocollo d’intesa con l’Associazione 'Pas', ovvero il polo dell'accoglienza e della solidarietà, e con l’Erap dando vita al nuovo progetto sociale 'Abita'.

Redazione

L’iniziativa mira a potenziare le azioni di sostegno abitativo temporaneo per i nuclei familiari in grave difficoltà economica e sociale. Il progetto rappresenta l’evoluzione della sperimentazione avviata nel 2024, che aveva previsto la disponibilità di due appartamenti Erap ristrutturati e gestiti dal Pas per accogliere famiglie seguite dai servizi sociali comunali. Alla luce dei risultati positivi ottenuti in un anno di attività, la giunta ha deciso di ampliare la portata del programma, incrementando gli alloggi disponibili e aggiornando i criteri di accesso. Con la nuova intesa, gli appartamenti destinati all’accoglienza diventano quattro: tre manterranno i requisiti già previsti per i nuclei con Isee basso, in carico ai servizi sociali e con minori o componenti fragili; il quarto sarà riservato, in via eccezionale, a situazioni di emergenza abitativa immediata. Quest’ultimo potrà essere utilizzato per un periodo massimo di 15 giorni, rinnovabile fino a 120 giorni complessivi, al fine di consentire la valutazione del caso e la costruzione di un percorso di autonomia. La novità più significativa riguarda anche la localizzazione di due nuovi alloggi di proprietà comunale, situati a Villa Pigna di Folignano. Gli immobili, in precedenza inutilizzati, saranno resi agibili grazie a lavori curati da Erap e entreranno a far parte del circuito di accoglienza temporanea, offrendo così una risposta più ampia e tempestiva alle emergenze sociali. Sul piano economico, il Comune garantirà la sostenibilità del progetto attraverso un contributo annuale fino a 18.000 euro, che sarà riconosciuto all'associazione Pas sulla base delle spese effettivamente sostenute. Tra queste rientrano i costi di locazione, utenze, arredi e manutenzioni non coperte dai beneficiari. Inoltre, qualora l’associazione registri un disavanzo a fine anno, l’amministrazione potrà contribuire fino al 50 per cento della somma mancante, entro il limite complessivo stabilito. Il progetto 'Abita' si propone di garantire non solo un tetto temporaneo, ma anche un percorso di reinserimento sociale e di autonomia per persone e famiglie in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è quello di creare una rete di supporto integrata tra istituzioni pubbliche, terzo settore e servizi territoriali, capace di rispondere in modo flessibile alle situazioni di disagio abitativo. Il nuovo protocollo entrerà in vigore a partire dal 2026 e rappresenta un passo importante verso un modello di welfare locale basato su collaborazione, responsabilità condivisa e attenzione alle fragilità emergenti.