Novembre 13, 2025

CONTRIBUTO AL TAVOLO TECNICO COMUNE-AUTORITA’ DI SISTEMA - DEFINIZIONE DELLE LINEE GUIDA IN COERENZA CON IL DPSS PER IL PORTO DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Il contenuto di tale documento tende ad esplicare il contributo che il Comune di San Benedetto del Tronto vuole fornire al Tavolo tecnico con l’Autorità di Sistema Portuale per l’avvio delle fasi propedeutiche allo studio di un aggiornamento del PRP (Piano Regolatore Portuale) in coerenza con quanto già inserito nel DPSS approvato nel 2024

Paola

In estrema sintesi l’antefatto è il seguente: • A San Benedetto è vigente un PRP (Piano Regolatore Portuale) approvato nel 2014 che prevede la realizzazione di un “terzo braccio” e di un bacino con almeno 6 m.di profondità a nord dell’attuale bacino destinato prevalentemente ad attività di pesca e diporto nautico • il DPSS (Documento di Programmazione Strategica di Sistema) è stato approvato nel 2024 dall’Autorità di Sistema , con osservazioni specifiche del Comune (ottobre 2023). • Sono stati captati fondi statali per 18 milioni di € per il porto di S.Benedetto Tr. ; con tali fondi è stato redatto dall’ADSP un PFTE per realizzare una nuova cassa di colmata nella zona nord del porto accanto a quella già esistente • Il Consiglio Superiore LL.PP. all’atto dell’espressione del parere sul progetto ha accettato l’utilizzo dello strumento dell’ATF (Adeguamento Tecnico Funzionale) chiedendo la condivisione dell’intervento con il Comune di S.Benedetto del Tronto. Per tale motivo è stato istituito dall’Autorità di Sistema Portuale un tavolo tecnico Il Comune di S.Benedetto del Tr. ha chiesto un allargamento dell’oggetto del tavolo tecnico inserendo, in congruenza con il DPSS approvato, l’avvio della progettazione del nuovo PRP secondo le linee guida già trasmesse in sede di osservazione al DPSS nell’ottobre 2023. Con Delibera di Giunta n.89 del 17 Aprile 2025 sono stati approvati gli indirizzi politico amministrativi agli Uffici comunali per la partecipazione al tavolo tecnico con ADSP. Prima dell’avvio del tavolo, il Comune ha attivato una campagna di ascolto con gli stakeholder a partire da un “Consiglio comunale aperto” tenutosi il 24 Maggio 2025. A seguito del Consiglio Comunale sono state convocate delle riunioni cogli operatori che direttamente o indirettamente lavorano o gravitano nel porto di S.Benedetto Tr. Si sono svolte riunioni presso la sede e l’Auditorium comunale nelle date del 5-7-11 giugno e 3 luglio coi seguenti operatori: - CNA Nautica e altri cantieri navali anche non associati - Circolo nautico Sambenedettese e L.Navale Italiana - Operatori della pesca (CO.VO.PI, pesca a strascico, pesce azzurro, O.P., ecc...) - Operatori della piccola pesca - Associazione pescatori sambenedettesi - Associazioni operanti nel commercio (Confcommercio e Confesercenti) - Associazioni operanti nel turismo (Associazione Albergatori) A tali riunioni, oltre agli operatori indicati, hanno partecipato anche i tecnici comunali designati al tavolo tecnico e gli Amministratori comunali. Le risultanze principali di tali incontri sono così riassumibili: 1) Il Consiglio Comunale in maniera UNANIME ha espresso, nelle attuali condizioni, la sostanziale contrarietà alla realizzazione di una cassa di colmata aggiuntiva rispetto a quella già esistente per ragioni ambientali, paesaggistiche e di opportunità, legate allo sviluppo turistico e sociale delle zone interessate. 2) Gli stakeholder ascoltati nelle riunioni tenute nei mesi scorsi hanno apprezzato la linea politico- amministrativa avviata dal Comune condividendo i contenuti dell’osservazione già presentata dal Comune al DPSS ad Ottobre 2023 3) Tutti gli stakeholder condividono un percorso di avvicinamento ad un nuovo PRP che offra opportunità e strategie diverse rispetto al Piano vigente secondo le indicazioni contenute nel DPSS approvato. CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE La legge 84/1994 di riordino della legislazione in materia portuale ha attribuito alle Autorità (prima portuali e poi di Sistema) competenze pianificatorie e gestionali finalizzate allo sviluppo e all’ammodernamento delle infrastrutture portuali; nel garantire lo sviluppo sostenibile dei porti, la legge ha introdotto strumenti di pianificazione strategica come il Piano Regolatore di Sistema e il Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS). Il porto di San Benedetto del Tronto è parte integrante del Sistema dei Porti del Medio Adriatico Centrale, secondo quanto previsto dalla programmazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale (AdSP-MAC). L’infrastruttura , come sopra detto, è disciplinata da un proprio Piano Regolatore Portuale (PRP), approvato con Delibera di Giunta Regionale del 13 giugno 2014, che ne stabilisce l’assetto urbanistico e le destinazioni funzionali. Nel Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS) – approvato con Decreto Ministeriale n. 106 del 16 aprile 2024 ai sensi dell’art. 5 della Legge 84/1994 e s.m.i. – il porto è oggetto di un’analisi dettagliata, in particolare nei capitoli 6 e 7, nei quali sono individuate le criticità strutturali, le funzioni consolidate e le prospettive di sviluppo, in un’ottica di sostenibilità, sicurezza e integrazione urbana. Nel Capitolo 6 – “Obiettivi di Sviluppo dell’AdSP-MAC” (pp. 154–157), il DPSS evidenzia i limiti allo sviluppo del porto come scalo commerciale (...) “I traffici commerciali attualmente presenti negli altri tre porti del sistema portuale (Pesaro, S. Benedetto del Tronto e Pescara) non hanno una significativa potenzialità di sviluppo a causa dei seguenti fattori: (i) limitati fondali che caratterizzano l’imboccatura portuale, attualmente di circa 5,0÷6,0 m, nelle previsioni di PRP pari a 9,0 m; (ii) eccessive interclusioni e interconnessioni con il contesto urbano (...). Il porto viene dunque assimilato agli scali minori del sistema, per i quali non si prevede un’espansione significativa dei traffici commerciali. Tuttavia, il sito mantiene una funzione attiva nella cantieristica navale, anche se in misura inferiore rispetto ad Ancona e Pesaro “(...) Le attività connesse alla cantieristica navale si sviluppano in misura maggiore ad Ancona, anche se in misura minore, a Pesaro, dove è presente una cantieristica di eccellenza rivolta ai super-yachts, a San Benedetto del Tronto e ad Ortona (...).” L’elemento più rilevante del DPSS è la destinazione del porto come sede di un Polo europeo per la ricerca e la formazione nei settori della pesca sostenibile e della biologia marina, giustificata dalla posizione geografica baricentrica e dalla vocazione storica “(...) Nell’ambito del Sistema portuale del MAC la componente del Sistema portuale potenzialmente più idonea alla istituzione del polo è il Porto di San Benedetto del Tronto, in ragione sia della posizione geografica baricentrica non solo al Sistema stesso, sia alla possibile rifunzionalizzazione della nuova darsena in ampliamento a Nord del molo di sottoflutto, già contemplata dal vigente PRP. (...)” Più in generale, alle pag. 156 e 176, laddove viene trattato il tema della pesca in Adriatico come modello in crisi irreversibile, si individua in San Benedetto il luogo più rappresentativo per la creazione di un Centro Pilota con un carattere nazionale e internazionale capace di promuovere nuovi modelli più compatibili nel senso più ampio (ambiente, produzione, dignità del lavoro, identità nazionale); l’ampliamento del Porto a Nord con la formazione di una nuova darsena viene individuato come un’opportunità per accoglierne tutte le strutture necessarie. Il DPSS riconosce San Benedetto del Tronto come “Città-Porto”, ovvero come una realtà urbana dove la presenza portuale deve integrarsi armonicamente con il contesto sociale e paesaggistico: Il DPSS sviluppa anche il tema del rapporto tra Città e Porti assegnando a San Benedetto del Tronto l’identità di Città-Porto, e la necessità/opportunità di condividere con la Città ogni iniziativa di sviluppo o attività di impatto importante in ambito portuale. Per la Città-Porto, le aree retroportuali potranno essere utilizzate anche per attività sociali, culturali, turistiche, sportive che fanno riferimento ad una utenza cittadina più ampia. Questo principio assume particolare rilievo in relazione alla progettazione della nuova vasca di colmata. Una nuova vasca di colmata è un’opera di grande impatto che l’ADSP ha programmato in ottica di sistema (già dal 2018), a ridosso del molo nord del porto di San Benedetto del Tronto, in assenza di una condivisione riconducibile ad un luogo che solo di recente, con l’approvazione del DPSS, la stessa ADSP ha consacrato come Città-Porto. La necessità che un’opera di tale impatto debba essere condivisa con la città è stata ribadita da Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, a cui l’ADSP ha chiesto parere consultivo per la fattibilità del progetto programmato. Nel paragrafo 6.2.2 (pp. 174–176), il DPSS individua sei obiettivi strategici principali per il porto di San Benedetto del Tronto: 1. Accessibilità marittima e sicurezza della navigazione Previsto il prolungamento del molo di sopraflutto e la realizzazione di un nuovo molo di sottoflutto, con fondali più profondi per migliorare l’accesso al porto. 2. Ripristino fondali e gestione dei sedimenti Interventi di dragaggio e stanziamento di 22 milioni di euro per:  nuova vasca di colmata;  dragaggio a quota -5,00 m;  autorizzazione di un sito di conferimento tra San Benedetto e Porto San Giorgio. 3. Potenziamento infrastrutturale Realizzazione della nuova darsena Nord, escludendo lo sviluppo commerciale in favore di attività legate a pesca, nautica e cantieristica. 4. Sostegno alla cantieristica navale e nautica Potenziamento degli spazi a terra e a mare, incluse aree adiacenti alla Capitaneria, per supportare il settore. 5. Sviluppo della nautica da diporto Destinazione di banchine alla nautica e recupero di aree non pienamente utilizzate, per ricadute positive su economia e occupazione. 6. Pesca sostenibile e Centro Pilota/Polo permanente Il centro tratterà formazione, ricerca, sperimentazione e regolazione. La sua localizzazione è prevista nella nuova darsena Nord, per spazi adeguati e possibilità di riqualificazione urbana. Il DPSS individua nell’ampliamento del porto di San Benedetto del Tronto il luogo più adatto a rappresentare su scala nazionale e oltre, iniziative e attività riconducibili alla tutela dell’ecosistema Adriatico e alla rigenerazione della pesca; è su questo scenario, percepito come valore aggiunto al Sistema dei Porti di appartenenza e alla Città, che l’Amministrazione Comunale sta operando per una riconoscibile condivisione . Di seguito si riportano i temi e le principali considerazioni tratte dagli incontri con l’utenza portuale e gli operatori che rappresentano il carattere e l’identità cittadina sul tema. A) Incontro con la Cantieristica Navale, Lega Navale Italiana, Circolo Nautico Sambenedettese -La Cantieristica Per la cantieristica navale è CNA a rappresentare la maggiore consistenza degli operatori di settore . Per la cantieristica navale ,è condivisibile la preoccupazione dell’AC per la vasca di colmata così come rappresentata dall’ADSP; se realizzata con quelle dimensioni , l’uso ipotizzato e in un contesto di improbabile futuro per l’ampliamento del Porto, la vasca di colmata rischia di rappresentare un serio danno alla Città e alle sue vocazioni. E’interessante l’idea di un polo cantieristico collocato all’interno della nuova darsena prevista dal PRP ; potrebbe offrire l’opportunità di un ampliamento della cantieristica orientata su nuovi modelli di commessa che riguardino l’accoglienza e l’allestimento di Yacht di livello medio alto. CNA fa presente ,altresì ,che si nutrono seri dubbi sulla disponibilità nel breve/medio termine di risorse finanziarie –tecniche-operative per l’eventuale realizzazione dell’opera dell’opera prevista dal PRP e che nella necessità di dare continuità al presente sarebbe importante e forse più concreto realizzare opere all’interno del Porto più abbordabili in termini di necessità di risorse. La Lega Navale Italiana La Lega Navale Italiana è rappresentata dal suo Presidente . La Lega Navale Italiana , per sua istituzione rappresenta valori culturali ,sociali ,sportivi e ambientali in ambiente marino . Facendo riferimento a questi principi, LNI condivide le preoccupazioni dell’AC per un opera come la vasca di colmata così come rappresentata e collocata dall’ADSP ;la necessità di mantenere un porto fruibile all’utenza corrente deve comunque essere compatibile con la sostenibilità ambientale e con i valori che la città esprime. Il Circolo Nautico Sambenedettese Il Circolo Nautico Sambenedettese è stato rappresentato dalla Vicepresidente. Il Circolo Nautico Sambenedettese è un’espressione della città e ne sostiene i valori culturali sociali e sportivi; la vasca di colmata così come rappresentata non è condivisibile . Il CNS ritiene che, oltre alle previsioni di PRP, debbano essere messe in campo iniziative e opere a breve /medio termine all’interno del Porto con particolare riferimento all’idea progettuale di una piccola darsena all’interno dell’esistente (con riferimento alle banchine portuali da mettere in sicurezza secondo il DPSS) , condivisa con CNA e LNI B) Incontro con la Marineria sambenedettese Le considerazioni della marineria sambenedettese ,sul tema proposto dall’AC, sono state espresse dalla rappresentanza della pesca a strascico ,da quella della piccola pesca e dal Presidente dell’Associazione Marinai Sambenedettesi. I rappresentanti delle vongolare (draghe idrauliche) e della pesca del pesce azzurro non hanno dato contributo alla discussione (si tratta di operatori residenti in prevalenza in località diverse da San Benedetto) - La Marineria Sambenedettese Per una parte della rappresentanza della marineria (pesca a strascico e piccola pesca) L’interesse principale deve essere quello di garantire l’accesso al Porto e se per questo è necessaria una vasca di colmata , la si faccia strettamente finalizzata allo stoccaggio di sabbie escavate nel Porto di San Benedetto ;la vasca di colmata venga poi inertizzata e messa a disposizione della Città. Questa parte della marineria sostiene altresì di non credere nella possibilità che si realizzi ,in tempo utile, un interesse dell’ADSP verso un progetto come quello che riguarda l’ampliamento del Porto e che sarebbe invece opportuno chiedere all’ ADSP una sistemazione condivisa dell’attuale bacino Portuale Per l’altra parte della rappresentanza della marineria (pesca a strascico): Per una pesca senza futuro non dovremmo prendere in considerazione alcun tipo di vasca di colmata.La pesca deve continuare e perché questo possa succedere dobbiamo confidare e partecipare ad un progetto che tratti il tema su scala più ampia di quella locale alla ricerca di un possibile nuovo modello che rappresenti in primis la dignità del lavoro. Se per questo progetto , previsto nel DPSS approvato dall’ADSP, è stato indicato San Benedetto del Tronto come luogo più idoneo a rappresentarlo , dobbiamo esserne onorati e impegnarci perché questa opera si faccia. Associazione Pescatori Sambenedettesi L’Associazione Pescatori Sambenedettesi rappresentata dal suo Presidente sostiene l’idea progettuale dell’ampliamento del Porto finalizzato alla realizzazione di un Centro Pilota per la Pesca, con il carattere indicato nel DPSS; l’idea progettuale sarebbe una grande opportunità per quello che può rappresentare, in un momento di così complessa criticità della pesca nazionale .Può essere condivisibile l’idea di una eventuale vasca di colmata per le sabbie non riciclabili del Porto di San Benedetto in un contesto più ampio che preveda l’ampliamento del Porto finalizzato a quanto previsto nel DPSS C) Incontro con le Associazioni e Istituzioni che rappresentano l’idea di una città proiettata nel futuro in un contesto di inevitabile trasformazione Confcommercio, Confesercenti e rappresentanza del Turismo Sambenedettese Esprimono grande apprezzamento per una iniziativa (quella dell’A.C.) che, partendo da una criticità insostenibile indotta da una vasca di colmata di quelle dimensioni e fine a se stessa, possa trovare soluzione uno scenario che può rappresentare un valore aggiunto per la Città. Un polo complesso come quello ipotizzato dal DPSS ,proprio a San Benedetto, per sua destinazione dimensione e carattere, sarebbe riconoscibile e visibile su scala decisamente più ampia di quella locale. In un luogo così suggestivo troverebbero una collocazione certificabile, anche attività espositive , eventi e frequentazione più ampia compresa quella turistica ; un’opportunità irrinunciabile per una Città che sente la necessità di nuove vocazioni e nuove opportunità di sviluppo compatibile. Una specifica considerazione viene fatta anche sulla necessità di ridare decoro all’interno del Porto per un recupero all’urbano ,dei luoghi contenuti ,che non può prescindere dalla sviluppo, in quella direzione ,del Centro Cittadino. Infine invitano l’AC a proseguire senza esitazione il percorso intrapreso in un contesto che si percepisce in grado di favorire relazioni e rapporti anche su scala internazionale. D) La Commissione consiliare e Il Consiglio Comunale aperto a rappresentare le anime della città In maniera pressochè unanime è stata espressa contrarietà alla realizzazione della vasca di colmata .Così come proposta ,la vasca di colmata viene considerata un danno ai valori e vocazioni che la città esprime. Dalle due istituzioni comunali non sono pervenute indicazioni per una condivisione del tema su scala più ampia (vedi previsione del PRP) ma la consapevolezza di uno stato del porto non compatibile con l’immagine della città ,a partire dalla vecchia vasca di colmata ,il muro paraonde dato per ristrutturato in quelle condizioni ,la zona a nord dei piccoli manufatti in abbandono, per finire con i capanni della cantieristica a sud che offrono una cornice indecorosa al centro della città. Di fatto quel PRP non ha prodotto alcun valore aggiunto alla qualità del porto e all’immagine della città ne generato alcun interesse per investimenti di qualsiasi tipo da parte di operatori privati. E) ulteriore contributo da parte del Comune in fase di redazione del nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale). Attualmente il Comune di S.Benedetto del Tr. sta provvedendo, in ossequio alla nuova Legge Regionale sul governo del territorio, ad aggiornare la pianificazione generale del territorio. E’ stata avviata la redazione del nuovo PUG ai sensi della L.Reg.19/2023 con la definizione delle analisi, tra le quali quella socio- economica, svolta dall’Università Politecnica delle Marche (UNIVPM) – Dipartimento di Management. Nel report finale (Dicembre 2024), con particolare riferimento al contesto dell’area portuale di S.Benedetto, si sono evidenziate altresì delle interessanti valutazioni svolte dal soggetto incaricato, anche tramite audit di soggetti portatori di interesse pubblici e privati, nelle quali si è evidenziato che tale area è da definirsi: “ ...Non solo area per addetti ai lavori, ma rilevanti potenzialità di sviluppo per la città e il territorio di influenza: luogo identitario e fortemente culturale, possibilità di integrazione e valorizzazione attività differenti: cantieristica, pesca, somministrazione, ricettività, sport, cultura, svago.... Necessità di maggiore collegamento e crescita offerta di servizi.” E’ stato svolto anche un focus group con i Comitati di Quartiere cittadini, nel quale le valutazioni sono risultate le seguenti: “- pur mantenendo una rilevanza storica e identitaria per la città, l’area avrebbe subito una trasformazione delle sue funzioni principali. Mentre il porto peschereccio avrebbe perso parte della sua centralità rispetto al passato, emergerebbero nuove opportunità legate all’assistenza e ai servizi per i natanti e allo sviluppo del turismo nautico, ed anche alla cantieristica navale. Tuttavia, la limitazione dell’accesso ai mezzi più pesanti (superiori a 35 quintali) e la mancanza di infrastrutture adeguate, ostacolerebbero il pieno sfruttamento del potenziale strategico di questa area. - l’area portuale di San Benedetto del Tronto rappresenterebbe una risorsa strategica per il futuro della città, con un potenziale ancora inespresso nel settore turistico e nautico. Attraverso interventi mirati all’accessibilità, alla diversificazione delle funzioni e allo sviluppo di infrastrutture moderne, il porto potrebbe diventare un punto di riferimento per il turismo nautico e un modello di integrazione tra economia, sostenibilità e qualità della vita. -Un porto multifunzionale e ben connesso potrebbe non solo rilanciare l’economia locale, ma anche rafforzare il ruolo di San Benedetto del Tronto come polo attrattivo e innovativo sul panorama adriatico. Sempre in relazione all’area portuale, viene osservato che il Molo Sud attualmente destinato principalmente al transito pedonale e a scopi ricreativi, offrirebbe un grande potenziale per la creazione di un’area multifunzionale e attrattiva. Durante i focus group, è emersa la necessità di valorizzare questa zona attraverso l’introduzione di attività economiche e servizi che possano attrarre residenti, turisti e diportisti, trasformandola in un polo vivace e strategico per la città. Ne risulterebbero un rafforzamento dell’identità marittima della città e l’attrazione di un pubblico sempre più ampio. Un Molo Sud attivo e ben integrato potrebbe diventare un simbolo di innovazione e rinascita per l’intera area portuale. E’ stato inoltre osservato che San Benedetto del Tronto, con la sua vocazione turistica e culturale, necessiterebbe di uno spazio dedicato ai grandi eventi, capace di ospitare manifestazioni, concerti, fiere e altre iniziative di rilevanza non solo locale. La zona del Molo Nord emergerebbe come un’opzione strategica, grazie alla sua posizione privilegiata nell’area portuale e alla vicinanza con il centro cittadino e il lungomare. Questa proposta mirerebbe a trasformare il Molo Nord in un’area multifunzionale, valorizzando al contempo l’identità marittima della città; un Molo Nord innovativo e ben attrezzato potrebbe contribuire a consolidare la posizione della città come punto di riferimento per eventi culturali, turistici ed economici, rafforzandone l’attrattività e la competitività. Nei focus group sono inoltre emerse riflessioni relativamente all’offerta cittadina in merito all’aggregazione ed alla socializzazione. San Benedetto del Tronto, con una popolazione che include una significativa quota di anziani e una necessità di spazi dedicati ai giovani, soffrirebbe la mancanza di strutture centrali per l’aggregazione. -Attraverso interventi mirati alla riqualificazione urbana e alla promozione culturale si potrebbe rispondere alle esigenze della comunità e rilanciare il centro cittadino come luogo di socializzazione, inclusione e partecipazione. I nuovi spazi dedicati contribuirebbero a migliorare la qualità della vita dei residenti e a rafforzare l’identità culturale e sociale della città.” In sintesi i desiderata desunti da tale documento, che in buona parte si sovrappongono sia agli obiettivi inseriti nel DPSS che ai contributi ottenuti negli incontri con gli stakeholder , sono i seguenti: - Ricucire il rapporto tra centro città e mare (area più attraente, servita, marineria fattore identitario, storia e cultura della città) con collegamenti ciclopedonali , sottopassi (o sovrappassi), pavimentazioni dal centro fino al porto, .... “far sentire il porto come un nuovo centro”. - Valore strategico dell’area portuale (attualmente non accessibile a mezzi superiori a 35 q.li) porto non più solo peschereccio come in passato ma con assistenza/servizi per natanti, possibilità di incremento dell’attività turistica (creando le condizioni per accogliere barche di cabotaggio superiore). - Sviluppo del molo Sud con attività attrattive (es.negozi e servizi per la nautica da diporto, piccole manutenzione, ecc...) - Individuazione di area per grandi eventi ( es. zona molo nord) Ad integrazione di tale studio e del DPSS è possibile suggerire un ulteriore approfondimento riguardante la qualità paesaggistica della zona in cui operiamo. Essa è da considerare come componente essenziale della competitività portuale: Nel DPSS sono ben riconoscibili i riferimenti da trattare per il Porto di San Benedetto del Tronto che possono conciliare lo sviluppo infrastrutturale con il patrimonio dei valori della città. Ai riferimenti programmatici del DPSS, sopra menzionati, servirebbe poi una cornice rigenerata dell’intero porto, compatibile con il luogo di appartenenza. Decoro , qualità delle vocazioni e riferimenti programmatici garantibili, sono valori che inducono grande visibilità e interessi finanziari per il Sistema dei Porti di appartenenza e per la Città che favoriscono la conciliazione tra sviluppo e patrimonio. Anche in letteratura, recentemente, la questione della tutela paesaggistica dei porti è un tema molto dibattuto. Si fa riferimento ad esempio al saggio “LA QUESTIONE DELLA TUTELA PAESAGGISTICA NEI PORTI: UNA CRITICITA’ ANCORA IRRISOLTA” (pubblicato sulla rivista "Diritto Pubblico Europeo Rassegna online" Fascicolo 2/2025) , dove il Prof. Ugo Patroni Griffi, Ordinario di Diritto Commerciale e docente di Infrastrutture e Logistica sostenibili Università Aldo Moro e presso la Luiss-Guido Carli- Roma, insieme al dott. Tito Vespasiani, segretario Generale Autorità Portuale di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale affrontano tale tema. ll saggio affronta una delle questioni più delicate del Diritto portuale contemporaneo: “...come conciliare lo sviluppo infrastrutturale dei porti con la tutela del nostro prezioso patrimonio paesaggistico costiero (...) I porti non sono semplici infrastrutture tecniche , ma elementi costitutivi del paesaggio costiero che hanno plasmato l’identità storica e culturale delle comunità marittime (...) Da sempre ,vi sono esigenze di sviluppo infrastrutturale di un porto per competere economicamente con altri scali, esigenze che interferiscono con la protezione del patrimonio paesaggistico costiero che genera un conflitto normativo e operativo (...) La pianificazione portuale è necessariamente orientata alla funzionalità e all’efficienza operativa , dovendo rispondere a criteri di produttività e competitività internazionale. La valutazione paesaggistica ,per contro, privilegia la conservazione dei valori estetici e culturali del territorio, applicando parametri di giudizio che spesso prescindono dalle esigenze funzionali delle infrastrutture portuali. (...) .Le conclusioni sottolineano la necessità di un cambio di paradigma culturale che superi la contrapposizione tra tutela e sviluppo, abbracciando una visione integrata che consideri la qualità paesaggistica come componente essenziale della competitività portuale.” SINTESI FINALE DEI POSSIBILI OBIETTIVI PER IL NUOVO PRP DEL PORTO DI SAN BENEDETTO DEL TR. 1) Riqualificazione dell’attuale porto, per una migliore sua funzionalità a breve termine, compresi il muro para-onde del molo nord e la vecchia cassa di colmata (manutenzione pavimentazioni, infrastrutture tecnologiche, illuminazione, sicurezza, ecc...). 2) Nuovo Centro Pilota ( Polo europeo per la ricerca e la formazione nei settori della pesca sostenibile e della biologia marina) ,con un carattere nazionale e internazionale capace di promuovere nuovi modelli più compatibili nel senso più ampio (ambiente, produzione, dignità del lavoro, identità nazionale), posto a nord dell’attuale bacino nell’ambito dell’ampliamento a nord (terzo braccio) 3) Riguardo la Cantieristica navale e il diporto nautico: Potenziamento degli spazi a terra e a mare con possibile ampliamento a nord negli spazi adeguati dell’attuale e futura(?) vasca di colmata per nuovi modelli di sviluppo e tecnologie per la cantieristica e ridefinizione degli spazi destinati alla diportistica e relativi servizi sia a terra che a mare 4) Rigenerazione urbana delle aree di interazione città-porto con miglioramento infrastrutturale, individuazione di nuove destinazioni sugli spazi rigenerati, connessione con gli attrattori comunali della attigua zona centrale turistica ed eventuale rivalutazione delle zone demaniali per un loro migliore utilizzo e fruizione.