Sono le condizioni affrontate a Trieste nella Corsa delle Bora anche da Marco Mignano, atleta di Fermignano (Pesaro Urbino) tesserato con la Never Stop Run di Senigallia (Ancona) che ha conquistato il secondo gradino del podio nella distanza regina della competizione. La gara si è rivelata una sfida estrema non solo per la distanza, ma per le condizioni meteo proibitive. Oltre alle temperature gelide, il vento di bora ha sferzato il percorso senza sosta. Partito da Porto Piccolo (Trieste) alle 24, il tracciato si è snodato sui terreni impervi del Carso: rocce taglienti, fango scivoloso e la costante insidia del vento gelido. Una prova che ha richiesto una concentrazione altissima per evitare infortuni e, soprattutto, per non rischiare il peso degli sbalzi termici durante le brevi pause ai ristori. Mignano ha mantenuto la seconda posizione fin dai primi chilometri, ingaggiando una lotta serrata per il secondo posto che non gli ha permesso cali di tensione. Ha tagliato il traguardo con il tempo di 11 ore e 40 minuti, abbassando di oltre un'ora e mezza il proprio record personale stabilito nell'edizione precedente. "La sfida più grande è stata non poter mai rallentare il ritmo. - ha raccontato Mignano dopo il traguardo - Dal 50/o chilometro in poi, gambe e mente chiedevano tregua, ma sapevo che non potevo concedermi questo lusso: rallentare avrebbe significato perdere il podio e, a causa del freddo, rischiare il congelamento. Mentalmente è stata una prova di forza estrema, unita a una gestione meticolosa di idratazione e alimentazione, fattori che con temperature così basse diventano critici e difficili da bilanciare".
Gennaio 06, 2026
Temperature a -15 gradi e vento forte, marchigiano secondo alla Corsa della Bora
Trieste - Un percorso di 102 chilometri con 3.600 metri di dislivello positivo, notte gelida con temperature percepite fino a -15 gradi e forte vento di Bora.
Redazione
