Gennaio 08, 2026

Torturò e uccise la moglie a Castignano, processo al via

Macerata - Ha preso il via stamani davanti alla Corte d'assise di Macerata il processo a carico di Massimo Malavolta, 49 anni, accusato di aver ucciso a botte la moglie 45enne Emanuela Massicci avvenuto a Castignano, nella frazione di Ripaberarda, il 19 dicembre 2024 mentre in casa c'erano anche due figli.

Redazione

Il procuratore di Ascoli Piceno Umberto Monti contesta a Malavolta, non presente oggi in aula, l'omicidio pluriaggravato quale conseguenza voluta dopo i maltrattamenti, le lesioni e la tortura. E l'imputato avrebbe agito, sostiene l'accusa, anche approfittando di una situazione di minorata difesa della moglie che sarebbe stata torturata anche nei dieci giorni precedenti alla notte in cui è stata uccisa. Malavolta dovrà ovviamente rispondere anche di quest'ultima circostanza. Contestati anche i maltrattamenti che l'imputato avrebbe commesso a partire dal gennaio/febbraio 2024, aggravati in quanto avvenuti anche in presenza dei figli minori. L'avvio del processo è stato caratterizzato dalle questioni preliminari. L'avvocato difensore Saveria Tarquini ha sollevato eccezioni riguardanti l'inammissibilità della costituzione di parte civile dei minori e la nullità dell'incidente probatorio. La penalista ascolana ha insistito sulla richiesta di sottoporre Malavolta a risonanza magnetica cerebrale per verificare se l'assunzione costante di cocaina abbia causato danni cerebrali. La difesa ipotizza che "l'assunzione dei farmaci che lui prendeva in quanto malato psichiatrico da molti anni e quella, contestuale, di sostanza stupefacente, possano aver contribuito a causare danni cerebrali nel mio assistito". La stessa richiesta era stata respinta durante le indagini dalla magistratura ascolana. All'udienza erano presenti i genitori della vittima che hanno chiesto ancora una volta giustizia. "E' una situazione difficilissima" ha detto il papà con un filo di voce. Con loro c'era l'avvocato di parte civile Nazario Agostini. "E' stata un'udienza tecnica, - ha detto il penalista ascolano - in attesa che dibattimento entri nel vivo. Ci aspettiamo che sia fatta giustizia e sia comminata una pena equa per una donna morta ammazzata di botte".