Le sue dichiarazioni riaprono il confronto con l’amministrazione e rimettono al centro numeri, atti amministrativi e modalità di gestione del patrimonio arboreo cittadino. Cappelli richiama innanzitutto la delibera di Giunta del 28 novembre 2024, che prevedeva complessivamente 114 alberi abbattuti e 174 nuove piantumazioni. In quel documento, sottolinea il consigliere, per viale Vellei era indicato “nero su bianco” l’abbattimento totale delle piante presenti. Uno scenario che, secondo la minoranza, è stato modificato solo successivamente, grazie alla mobilitazione dell’opposizione, dei cittadini e dei comitati ambientalisti. A seguito di quelle contestazioni, infatti, la determina dirigenziale del 30 dicembre 2024 avrebbe rimodulato l’intervento, riducendo il numero degli abbattimenti a 74 e quello delle nuove piantumazioni a 137. Per Cappelli, questo passaggio rappresenta la prova che le critiche non erano strumentali: “Altro che polemiche smentite dai fatti – sostiene – i fatti dimostrano che lo scempio è stato ridotto proprio grazie alle contestazioni”. Nel suo intervento, il consigliere aggiunge anche una valutazione tecnica, rivendicando il proprio titolo di perito agrario diplomato all’Ulpiani di Ascoli. Molti degli alberi oggi dichiarati pericolanti, afferma, lo sarebbero diventati a causa di decenni di capitozzature e potature scorrette, pratiche condannate dall’arboricoltura moderna e spesso affidate a personale non specializzato. “Il degrado non nasce dal nulla”, ribadisce, puntando il dito contro una gestione che nel tempo avrebbe compromesso la stabilità delle piante. Cappelli contesta inoltre la narrazione dell’“aumento del verde”, definendola fuorviante: in diversi casi, secondo la minoranza, le nuove piantumazioni servirebbero semplicemente a colmare vuoti lasciati da abbattimenti avvenuti anni fa e mai compensati. “La tutela del verde – conclude – non è propaganda né numeri buttati lì, ma gestione competente, monitoraggi seri e rispetto del patrimonio arboreo”. A rendere il clima ancora più teso contribuiscono anche gli abbattimenti effettuati nelle ultime ore lungo la discesa che da Porta Cartara conduce al fiume Castellano. Si tratta di abeti tibetani, specie comune e non rientrante tra quelle protette, su un terreno di proprietà dell’Unione Montana. Un ulteriore taglio che, pur non coinvolgendo direttamente il Comune, ha fatto storcere il naso a diversi ascolani: sui social in molti hanno lamentato la perdita di alberi che, soprattutto in estate, garantivano ombra e refrigerio a chi frequentava quella zona. Un segnale di come il tema del verde urbano continui a essere particolarmente sensibile per la città.
Gennaio 23, 2026
Ascoli Piceno - Alberi abbattuti, polemica infinita: il consigliere Cappelli attacca la giunta
La polemica sul verde urbano ad Ascoli non accenna a placarsi, anzi si fa sempre più accesa dopo l’intervento, arrivato nelle ultime ore, del consigliere comunale di minoranza Gregorio Cappelli.
Redazione
