Il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha concluso l’audizione, ha collocato la candidatura in una prospettiva regionale, qualificandola come investimento strategico per l’intero territorio marchigiano e ribadendo il sostegno istituzionale al percorso avviato. Questo l’intervento del presidente Acquaroli: “La nostra è l’unica regione d’Italia che si declina al plurale. Questo policentrismo rappresenta una ricchezza sulla quale dobbiamo puntare e credere. Fin dall’inizio del mio mandato abbiamo scelto di rafforzare le Marche attraverso il rilancio del suo capoluogo, delle infrastrutture, dall’aeroporto all’interporto, fino al porto e alla linea Adriatica ferroviaria. Le Marche sono da sempre un confine orientale della penisola, una porta sull’Adriatico e sul Mediterraneo, grazie anche alla posizione baricentrica di Ancona. Che lo è per geografia e per storia. Fondata dai Greci, in una terra già abitata dai Piceni, con il nome di “Ankon”, gomito, per la sua naturale conformazione, è stata poi romana, e ha avuto il suo sviluppo come Repubblica marinara. Ancona è stata crocevia di mercanti e commerci, popoli e culture, presente nel corso della storia. Da qui partiva San Francesco verso la terra Santa e uomini e galee per la Battaglia di Lepanto. Questo patrimonio identitario vive ancora oggi nella nostra vocazione marittima e nella cantieristica, che coinvolge l’intera eccellenza manifatturiera marchigiana: design, meccanica, mobile, tessile, capaci di competere sui mercati mondiali. Ancona ha un patrimonio importantissimo di monumenti, come la Mole Vanvitelliana che rappresentano l’idea di una città che si protende sul mare. È da questa visione che nasce il nostro progetto ambizioso per il nuovo porto, ispirato proprio da Vanvitelli che a sua volta incarnava i principi di Vitruvio, di cui è stata scoperta la Basilica proprio qualche giorno fa a Fano: un’infrastruttura capace di coniugare sviluppo, identità e qualità urbana, restituendo spazio alla città e rafforzando la sua funzione internazionale. Ancona scelta come Capitale Italiana della Cultura non sarebbe soltanto un riconoscimento alla sua storia, ma soprattutto un investimento sul futuro: uno stimolo decisivo per rendere questo territorio, così ricco e denso di valori, ancora più protagonista nello scenario nazionale e mediterraneo”.
Febbraio 26, 2026
AUDIZIONE AL MINISTERO PER LA CANDIDATURA A ANCONA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2028. L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE FRANCESCO ACQUAROLI
Si è tenuta questa mattina nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, l’audizione del Comune di Ancona per la candidatura a Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028
Redazione
