Una media di cinque aggressioni al mese che trasforma corsie e ambulatori in zone di rischio. Di questi, 44 sono di natura verbale (insulti e minacce), mentre 16 hanno coinvolto violenza fisica, talvolta combinata a quella verbale. I dati tracciano una mappa del rischio inedita: la maggior parte degli eventi (31) è avvenuta nelle strutture territoriali, con la Casa Circondariale (21 casi) come punto più critico. Negli ospedali, i focolai di tensione restano il pronto soccorso dell'ospedale Mazzoni di Ascoli e il Servizio psichiatrico (Spdc) di San Benedetto del Tronto, dove si è concentrato il numero più alto di aggressioni fisiche. La figura professionale più esposta è quella dell'infermiere, seguita dall'operatore sociosanitario, quasi sempre colpiti dai pazienti stessi. Per rispondere a questa emergenza, il 12 marzo (dalle 9 alle 13) l'ospedale 'Mazzoni' ospiterà l'evento "Proteggere chi cura". L'iniziativa, nata in collaborazione con l'Univpm e gli Ordini professionali, non è solo una celebrazione della Giornata nazionale di prevenzione, ma un tavolo operativo. Dirigenti e specialisti illustreranno le strategie di difesa: dal protocollo di sicurezza siglato con Questura e Prefettura alla formazione specifica per disinnescare i conflitti. L'obiettivo è duplice: garantire la procedibilità dei reati per tutelare chi subisce danni e offrire supporto psicologico a chi vive il trauma di essere aggredito proprio dalla persona che sta curando.
Marzo 06, 2026
In un anno 60 episodi di violenza ai danni del personale sanitario ad Ascoli Piceno
Il bollettino dell'Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Ascoli Piceno parla chiaro: nel 2025 si sono registrati 60 episodi di violenza ai danni del personale sanitario.
Redazione
