si tratta dei comuni di Staffolo, Cupramontana, Mergo, Rosora e Arcevia. Nella comunicazione, firmata dal presidente provinciale Franco Gianangeli e dal direttore Loredana Campitelli, Cia Ancona sottolinea come l’esclusione formale di alcuni comuni non cancelli le condizioni reali in cui operano molti territori rurali dell’entroterra, spesso caratterizzati da isolamento, fragilità idrogeologica, difficoltà di accesso ai servizi e dal rischio di progressivo abbandono delle attività agricole. Per CIA Ancona, la tutela delle aree interne resta una priorità strategica. Gli agricoltori che lavorano in questi territori rappresentano infatti i primi custodi del paesaggio e dell’equilibrio ambientale, svolgendo un ruolo fondamentale per la salvaguardia del territorio e per la tenuta economica e sociale delle comunità locali. Attraverso la lettera inviata ai sindaci, CIA Ancona ha ribadito la propria disponibilità a rappresentare le istanze dei territori presso i tavoli regionali e nazionali, a monitorare i bandi di finanziamento affinché le aziende agricole locali non subiscano penalizzazioni nell’accesso ai fondi per lo sviluppo rurale e a collaborare con le amministrazioni comunali per promuovere progetti di valorizzazione dei prodotti locali e di tutela del paesaggio. L’organizzazione ha inoltre manifestato la piena disponibilità ad avviare momenti di confronto e tavoli di lavoro con le amministrazioni interessate, con l’obiettivo di rafforzare le politiche di sostegno all’agricoltura e alla resilienza dei territori rurali della provincia di Ancona.
Comuni esclusi dalla “Legge della Montagna”, CIA Agricoltori Italiani Ancona scrive ai sindaci
ANCONA – CIA Agricoltori Italiani della provincia di Ancona ha inviato in questi giorni una lettera ai sindaci di tutti i comuni del territorio provinciale esclusi dalla cosiddetta “Legge della Montagna”, con l’obiettivo di esprimere vicinanza alle amministrazioni locali e alle comunità interessate da questa decisione:
