Il prossimo 28 aprile, infatti, è stato convocato un nuovo tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per fare il punto sul piano industriale e sugli impegni presi dall’azienda nei confronti del sito produttivo dei Monti Sibillini. Lo stabilimento rappresenta da decenni un pilastro occupazionale e produttivo per tutto il territorio montano. La sua eventuale chiusura, ipotesi che aveva preso corpo nei mesi più difficili della vertenza, avrebbe avuto ripercussioni pesantissime su un comprensorio già segnato dalle conseguenze del sisma e da una progressiva perdita di popolazione. Proprio per questo l’accordo firmato un anno fa al ministero aveva assunto un valore strategico, non soltanto per i lavoratori ma per l’intero tessuto economico locale. Oggi, a quasi un anno di distanza, la situazione appare più stabile. Lo stabilimento continua infatti a lavorare a pieno regime, segnale che il momento più critico sembra essere alle spalle. Tuttavia le istituzioni locali mantengono alta l’attenzione e chiedono che gli impegni assunti dall’azienda vengano pienamente rispettati. “Saremo a Roma il 28 aprile con i vertici della Beko e i rappresentanti del ministero per fare il punto della situazione sul piano industriale e monitorare gli impegni, sul fronte degli investimenti, che l’azienda aveva preso per il nostro stabilimento”, spiega il sindaco di Comunanza Domenico Sacconi. Il primo cittadino sottolinea come negli ultimi mesi l’attività produttiva abbia ripreso ritmo, contribuendo a restituire fiducia al territorio. “Nel frattempo posso dire che lo stabilimento sta lavorando a pieno regime e quel periodo complesso sembra essere superato, ma è giusto monitorare e stare attenti a tutte le dinamiche”. Durante la fase più delicata della riorganizzazione non sono mancate uscite volontarie di personale, avvenute attraverso incentivi concordati con i lavoratori. Un passaggio che ha alleggerito l’organico ma che ora apre un’altra partita, quella del possibile rientro di alcune figure più giovani. “C’erano stati tanti lavoratori usciti volontariamente tramite incentivi - ricorda Sacconi -. L’unico aspetto di cui credo si parlerà e spero si riesca a ottenere un risultato è il reintegro di una quindicina di interinali. Era un impegno promesso dalla Beko. Permetterebbe di dare freschezza allo stabilimento, trattandosi di giovani. Spero che il 28 aprile si sblocchi questo tassello”. Il tavolo romano diventa dunque un passaggio chiave non solo per verificare l’attuazione del piano industriale, ma anche per consolidare definitivamente il futuro dello stabilimento.
Marzo 13, 2026
Comunanza - Futuro della Beko, altro vertice al Ministero a fine aprile
A distanza di un anno dall’accordo che ne aveva scongiurato la chiusura, lo stabilimento Beko di Comunanza torna al centro dell’attenzione istituzionale.
Redazione
