Marzo 30, 2026

Caso plasma buttato, PD Marche: una vicenda dalle tinte sempre più fosche

Ancona - Quello delle sacche di plasma finite nei rifiuti nelle Marche non è un incidente qualsiasi.

Redazione

È uno scandalo gravissimo, che certifica in modo clamoroso il livello di disorganizzazione, superficialità e fallimento a cui la destra ha trascinato la sanità marchigiana. Ma ciò che sta emergendo in queste ore rende tutto ancora più grave e inquietante. Se fosse confermato che una figura che avrebbe dovuto vigilare sul sistema sangue è stata collocata in una posizione tale da esercitare un controllo su attività e responsabilità che la riguardano direttamente, saremmo davanti a un fatto politicamente e istituzionalmente intollerabile. «Qui non si parla di carte fuori posto o di un errore secondario», afferma la Segretaria regionale del PD Marche, Chantal Bomprezzi. «Qui si parla di plasma, di un bene sanitario prezioso, raccolto grazie al gesto altruista dei donatori e indispensabile per la cura dei pazienti, finito invece nella spazzatura. Una vicenda che acquisisce contorni sempre più inquietanti, giorno dopo giorno. Addirittura, oggi apprendiamo di una sovrapposizione tra controllore e controllato». «Il presidente della Regione Francesco Acquaroli e l’assessore alla Sanità fermano Paolo Calcinaro non possono nascondersi dietro il solito copione fatto di silenzi, scaricabarile e frasi di circostanza. La responsabilità politica è tutta loro», dichiara il responsabile del Tavolo di lavoro sanità del PD Marche, Andrea Vecchi «Per anni hanno raccontato ai marchigiani la favola della sanità rimessa in ordine, del sistema sotto controllo, della gestione efficiente. Oggi quella propaganda crolla davanti ai fatti. Se in una Regione si arriva al punto che sacche di plasma finiscono nei rifiuti, significa che la catena dei controlli non funziona, l’organizzazione non regge e chi governa ha perso il controllo del sistema sanitario. È il fallimento di chi comanda». Il PD Marche chiede che Acquaroli e Calcinaro chiariscano chi ha sbagliato, chi doveva vigilare e non lo ha fatto, da quanto tempo esistono falle nella gestione del materiale ematico, quante sacche sono state coinvolte, quali danni sono stati prodotti, e perché si sarebbe arrivati a un assetto in cui controllore e controllato rischiano di coincidere. Perché il vero scandalo non è solo ciò che è accaduto. Il vero scandalo è che in una sanità regionale già piegata da liste d’attesa interminabili, fuga di personale, servizi indeboliti e ospedali in affanno, oggi emergano episodi che raccontano un sistema sempre più fuori controllo, che non previene, non controlla, non corregge e che, quando esplode uno scandalo, rischia perfino di chiudersi in un meccanismo di autocontrollo. Occorrono: una relazione immediata e pubblica su quanto accaduto; la trasmissione di tutti gli atti agli organi competenti; un controllo straordinario su tutta la filiera della raccolta, conservazione e gestione del plasma; l’informativa urgente in Consiglio regionale da parte del presidente Acquaroli e dell’assessore Calcinaro. «Acquaroli e Calcinaro vengano a spiegare ai marchigiani», sostiene Daniele Sturani, membro della Segreteria regionale con delega ai rapporti con la IV Commissione consiliare. «Non possono continuare a fare i turisti della propaganda quando c’è nulla da inaugurare e i latitanti istituzionali quando esplode un caso gravissimo nella sanità pubblica. Se hanno un minimo di rispetto per i cittadini, per i donatori e per gli operatori sanitari che ogni giorno lavorano in condizioni difficili, vengano subito a riferire e si assumano la responsabilità politica di quanto accaduto». Non bastano le scuse: servono teste e verità. Su una vicenda così grave non può finire tutto con una verifica interna o con l’ennesimo comunicato di autodifesa. I marchigiani hanno diritto alla verità completa e a sapere chi pagherà politicamente e amministrativamente per questo disastro.