L'utilizzo, come prevede la Legge annuale Pmi, è riservato esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all'Albo, con sanzioni fino all'1% del fatturato (minimo 25.000 euro) per chi usa il termine in modo improprio. A ricordarlo è Confartigianato Marche, che si è intestata la battaglia, evidenziando i risvolti per la Regione prima in Italia per incidenza delle imprese artigiane con dipendenti sul totale (33,1%, contro il 24,1% nazionale), per peso del valore aggiunto artigiano sul totale (14%) e per incidenza degli addetti nelle imprese artigiane (22,2% rispetto al 13,4% della media italiana). Nelle Marche le imprese artigiane sono oltre 38.000 e danno lavoro a circa 120mila addetti. "La nuova disciplina - sottolinea Moira Amaranti Presidente di Confartigianato Marche - consentirà di distinguere con maggiore chiarezza le produzioni autenticamente artigiane da quelle che non lo sono, favorendo condizioni di concorrenza più eque e aiutando i consumatori a compiere scelte più consapevoli". E questo perché come stabilisce l'articolo 16 della legge 34/26: "Nessuna impresa può adottare, quale ditta o insegna o marchio o nella promozione dei propri prodotti o servizi, una denominazione che richiami l'artigianato o l'artigianalità, se non è iscritta all'Albo e se non produce o realizza direttamente i beni o servizi qualificati come artigianali". Si tratta di un provvedimento fondamentale "per contrastare forme di concorrenza sleale, restituire valore al lavoro artigiano e garantire i consumatori", conclude Amaranti, evidenziando come si tratti di un primo passo verso una riforma complessiva della legge quadro sull'artigianato, "in vigore da oltre 40 anni e ormai non più adeguata ai cambiamenti del settore".
Aprile 01, 2026
Dal 7 aprile potranno usare il termine 'artigianale' solo le aziende iscritte all'Albo
Stop ai 'finti' artigiani a partire dal prossimo 7 aprile, quando cioè sarà introdotta una stretta sull'uso delle denominazioni 'artigianato' e 'artigianale'.
Redazione
