Aprile 30, 2026

Sanità, Giuliano (UGL) : “Stop alle scorciatoie sui titoli esteri. Servono controlli seri, tutele per pazienti e dignità per i professionisti”

Roma - “Le notizie che arrivano da diverse regioni italiane in merito all’impiego di personale sanitario straniero con titoli non pienamente riconosciuti impongono una riflessione seria e immediata a livello nazionale. Non si può continuare a gestire una questione così delicata con strumenti emergenziali ormai fuori tempo massimo”.

Redazione

Lo dichiara il Segretario Nazionale di UGL Salute, Gianluca Giuliano. “Il caso del Piemonte è emblematico e fotografa una situazione che riguarda l’intero Paese. In quella regione risultano oltre 3.200 professionisti sanitari extra-UE operativi senza riconoscimento ministeriale del titolo, tra cui più di 500 medici e oltre 160 odontoiatri. Si tratta di personale inserito attraverso elenchi speciali regionali con procedure semplificate. Un dato che, inserito nel contesto nazionale, evidenzia criticità strutturali: in Italia si contano circa 47.600 medici di origine straniera, ma solo una parte riesce ad accedere pienamente al sistema sanitario a causa di barriere burocratiche e lentezze nei percorsi di riconoscimento”. “È necessario chiarire un punto fondamentale: UGL Salute non è contraria all’inserimento di professionisti sanitari provenienti dall’estero. Al contrario, riteniamo che possano rappresentare una risorsa importante per il Servizio Sanitario Nazionale, soprattutto in una fase di grave carenza di organico. Tuttavia, questo deve avvenire nel pieno rispetto di standard rigorosi, trasparenti e uniformi su tutto il territorio nazionale”. “L’attuale sistema di deroghe, introdotto durante la pandemia e progressivamente esteso fino al 2029, rischia di trasformarsi da misura straordinaria a prassi ordinaria. Questo scenario non è accettabile. La verifica dei titoli non può essere meramente formale, né affidata a procedure semplificate che non garantiscono un accertamento reale delle competenze professionali. Allo stesso modo, non possono essere trascurati aspetti fondamentali come la piena capacità di comunicazione con i pazienti”. “Parliamo di medici, infermieri, odontoiatri e altri operatori che entrano in contatto diretto con la salute dei cittadini. È quindi imprescindibile assicurare il riconoscimento effettivo e sostanziale dei titoli di studio, la verifica delle competenze cliniche, una adeguata conoscenza della lingua italiana e l’inserimento in percorsi di integrazione professionale strutturati e monitorati”. “Al tempo stesso, va tutelata la dignità degli stessi professionisti stranieri, che oggi rischiano di essere impiegati in condizioni di precarietà, senza pieno riconoscimento e senza reali prospettive di stabilizzazione. “Il vero problema resta la mancanza di una programmazione seria del fabbisogno sanitario. Per anni si è investito poco in formazione, assunzioni e valorizzazione del personale. Oggi si tenta di colmare i vuoti con soluzioni tampone che rischiano di generare ulteriori criticità”. “UGL Salute chiede l’apertura urgente di un tavolo nazionale con Ministero della Salute, Regioni e parti sociali, la definizione di procedure uniformi e rigorose per il riconoscimento dei titoli esteri, il superamento definitivo delle deroghe emergenziali e un piano straordinario di assunzioni e valorizzazione del personale sanitario già presente in Italia”. “La sicurezza dei pazienti e la qualità delle cure devono restare priorità assolute. Non si può derogare su questi principi. Servono regole chiare, controlli certi e una visione strategica che restituisca credibilità e stabilità al nostro sistema sanitario”, conclude Giuliano.