Dicembre 06, 2024

Ascoli Piceno - Potenziamento dei consultori: mozione bocciata e bagarre in consiglio comunale

E’ polemica, ad Ascoli, sulla tematica relativa ai consultori pubblici. Nel consiglio comunale di ieri sera (giovedì 5 dicembre), infatti, la maggioranza ha bocciato la mozione relativa al potenziamento degli stessi consultori, ritenuti dall’opposizione come strumenti essenziali per il supporto alle famiglie e ai diritti delle donne.

Redazione

Mozione che era stata approvata invece all’unanimità da molti altri comuni del Piceno e della Marche. Ad attaccare la maggioranza, a seguito della discussione accesa avvenuta proprio in consiglio, è il capogruppo di minoranza, e consigliere del Pd, Francesco Ameli.  “La bocciatura è una doppia sconfitta per chi, tra le fila della maggioranza, si dichiara civico ma ha scelto di obbedire a logiche di schieramento vestendo la livrea di una destra regressiva – spiega Ameli -. Ma anche per i giovani consiglieri della stessa maggioranza, che hanno perso un’occasione per dimostrare una visione contemporanea e inclusiva, in linea con le sfide del nostro tempo, trincerandosi invece in una cultura ottusa e illiberale. Durante il dibattito, si è toccato un punto di grave arretratezza: la maggioranza ha dichiarato che l’aborto è una violenza sulla donna, senza che nessuno di loro prendesse le distanze da questa affermazione. Una frase vergognosa che nega decenni di battaglie per i diritti delle donne e ignora la complessità e la sofferenza di scelte difficili e personali. Eppure, la mozione conteneva richieste semplici e attuali – prosegue Ameli -, ovvero adeguare il personale sanitario per garantire la piena applicazione della Legge 194, rafforzare i consultori pubblici con più risorse e personale, nonchè assicurare la possibilità di accedere all’interruzione farmacologica di gravidanza entro la nona settimana senza ricovero ospedaliero, come previsto dalle linee guida ministeriali del 2020. Infine, la mozione prevedeva di evitare il coinvolgimento di enti del Terzo Settore che possano compromettere il diritto delle donne a decisioni libere, informate e autonome”.