Durante i lavori di pulizia del sentiero che conduce all'edificio religioso, i volontari dell'Associazione Arquata Potest hanno casualmente rinvenuto un reperto in pietra: un elemento architettonico che, a un primo sguardo, parrebbe essere un capitello o un basamento di colonna. L'oggetto, di circa 35x35x30 cm, presenta un foro centrale ben conservato e una forma che ricorda quella di un tulipano in procinto di sbocciare. Le sue condizioni sono sorprendentemente buone, segno che potrebbe essere rimasto protetto da agenti atmosferici per secoli. Alcune prime indicazioni da esperti fanno ipotizzare una datazione compresa tra il Trecento e il Quattrocento. Il ritrovamento ha riacceso l'attenzione sul valore storico dell'area: la chiesa, infatti, fu ricostruita nel 1929 sui resti dell'antica Santa Maria della Pieve, le cui origini potrebbero risalire addirittura all'epoca di Sant'Emidio, nel IV secolo. E ancor prima, il pianoro del SS Salvatore era probabilmente sede della statio romana di Surpicanum, lungo la via Salaria. Il ritrovamento, avvenuto senza alcuno scavo ma con una semplice opera di pulizia, alimenta la domanda: "Cosa potrebbe emergere da una campagna di scavi strutturata?". Intanto, i volontari auspicano che il capitello venga esposto nel futuro Museo Diocesano presso il PalaRotary, voluto da Comune, BIM Tronto e Diocesi. Un luogo pensato non solo per conservare l'arte, ma per raccontare la resilienza di una comunità. L'associazione rilancia l'appello al commissario straordinario Guido Castelli affinché anche la chiesa del SS Salvatore ottenga i fondi necessari alla ricostruzione. Perché ad Arquata la storia non smette mai di riaffiorare.
Giugno 09, 2025
Arquata, durante la pulizia di un sentiero riaffiora un capitello antico
Ad Arquata del Tronto, uno dei paesi più colpiti dal sisma del 2016 con 52 vittime, tra i rovi e i ruderi della Chiesa del SS Salvatore, riaffiora la storia.
Redazione
