La verità è ben diversa: probabilmente Fioravanti ha visto un altro film, a conferma del fatto che conosce poco la situazione reale della sanità nella nostra regione. A meno di un anno dalla scadenza del 30 giugno 2026, mancano all’appello 34 strutture da completare. In alcuni casi i cantieri devono ancora partire, come accade a Pesaro Galantara, Ancona (ex Umberto I), Corinaldo, Chiaravalle e Filottrano. Gli interventi conclusi finora – e si contano sulle dita di una mano – riguardano opere minori, con importi minimi e con un impatto molto limitato sul territorio. Nel Piceno la situazione non è migliore. L’Ospedale di Comunità di Ascoli, la cui fine lavori era prevista per settembre 2025, è in forte ritardo. Lo stesso vale per quello di San Benedetto del Tronto (progetto con casa ed ospedale di comunità), con termine stabilito a dicembre 2025: anche qui si procede a rilento, i lavori iniziati solo poche settimane fa sono subito stati fermati per poi ripartire lentamente, tutto questo nel totale disinteresse degli amministratori regionali. Il rischio vero, più volte denunciato in consiglio regionale, è quello di perdere i fondi del PNRR e di non riuscire a garantire un servizio sanitario di prossimità, proprio mentre un marchigiano su dieci rinuncia alle cure per i costi e per l’assenza di risposte pubbliche. Ma il tema centrale resta quello del personale: ad oggi nessuna risposta è arrivata dalla Regione Marche su chi dovrà lavorare nelle strutture in costruzione. È inutile inaugurare contenitori se poi mancano i professionisti per renderli operativi. Noi pensiamo a un modello di sanità diverso, che metta al centro le persone: chiediamo un aumento del tetto di spesa per il personale sanitario, per garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini, a partire dai più fragili. L'indifferenza di Acquaroli e della sua giunta verso il personale sanitario è inaccettabile. Una destra più occupata a mantenere gli equilibri interni del proprio partito che ai problemi reali dei cittadini delle Marche. E’ per questo che è necessario cambiare."
Federazione Provinciale Partito Democratico Piceno
