"Come se non bastasse, il settore moda si trova a fronteggiare due ulteriori questioni cruciali: la prima è il tema del controllo della filiera di produzione, la seconda è legata al costo del lavoro" sottolinea Valentino Fenni, presidente della sezione calzature di Confindustria Fermo, nonché vicepresidente di Assocalzaturifici. Il presidente dei calzaturieri non ha dubbi: "spetta alle autorità verificare le condizioni di lavoro, a meno che scientemente non si scelga di produrre in paesi stranieri dove si è consapevoli che un dipendente viene sottopagato e lavora in condizioni precarie senza le tutele obbligatorie da noi. Al contempo - aggiunge - è necessario però che ogni azienda rifletta sul ricarico che prevede, è evidente che se un capo viene pagato 150 euro e rivenduto a tremila, qualcosa non funziona, perché il made in Italy è un valore, non una esagerazione". La seconda questione è legata al lavoro: "gli ultimi dati emersi parlano di una regione Marche - osserva Fenni - in cui un dipendente prende in media 2.400 euro in meno a un pari ruolo in Veneto. Le ragioni anche in questo caso sono diverse". La richiesta finale del presidente della sezione calzature è semplice: "Le Marche sono la terra del vivere bene e delle tradizioni: dobbiamo continuare su questa strada e migliorare. Questa - conclude - può essere la sfida da vincere insieme e da affrontare con la Regione, che sia a nuova guida o confermata. Gli imprenditori faranno la loro parte".
Luglio 17, 2025
Fermo, doppia sfida per la moda da certezze filiera a stipendi
Fermo - Export in calo, dazi che avanzano, due guerre: il sistema economico mondiale è in difficoltà.
Redazione
