Novembre 28, 2025

Alessandra Bucci presenta a San Benedetto il romanzo storico "Prima che sia troppo tardi"

San Benedetto - Un incontro dedicato ai legami familiari, alla memoria e alle ferite nascoste che attraversano le generazioni, con la partecipazione dell’autrice e degli organizzatori dell’evento culturale sambenedettese.

Redazione

L’incontro pubblico dedicato a Prima che sia troppo tardi, nuovo romanzo di Alessandra Bucci pubblicato nel 2025 da Edizioni IlViandante, si terrà sabato 29 novembre alle 18 alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto. L’evento, a ingresso libero, è promosso dall’Associazione I luoghi della scrittura e dalla libreria Libri ed Eventi, con il patrocinio del Comune di San Benedetto del Tronto. L’appuntamento sarà introdotto dal presidente dell’associazione, Mimmo Minuto, mentre la presentazione sarà moderata da Sara Palladini. Nel volume, inserito nella collana “Storicando”, la scrittrice affronta un intreccio narrativo costruito sulla memoria familiare, sul peso dei silenzi e sulla trasmissione dei traumi tra generazioni. Bucci, docente di lettere originaria di San Benedetto e residente a Martinsicuro, propone una storia di 184 pagine che attraversa otto decenni di vicende private e collettive. La trama segue Aurora, chiamata a tornare nel paese abruzzese dell’infanzia per assistere la nonna gravemente malata. Questo ritorno, inizialmente percepito come un atto dovuto, si trasforma in un viaggio nei ricordi, rivelando la storia di tre coppie di sorelle gemelle — Isabella e Sofia, Luisa e Silvana, Aurora e Leila — unite da legami profondi e da conflitti che hanno segnato ogni generazione. Il romanzo mostra come amori proibiti, scelte dolorose e separazioni si siano sedimentati nel tempo, lasciando tracce emotive che arrivano fino al presente della protagonista. In questo percorso si innestano gli eventi della Seconda guerra mondiale in Abruzzo: bombardamenti, sfollamenti, la presenza della Linea Gustav, le sofferenze vissute da contadini e famiglie travolte dalla violenza del conflitto, fino alla nascita della Brigata Maiella. La ricostruzione storica si intreccia a una dimensione più intima, resa attraverso frammenti di memoria, racconti interrotti e verità che emergono con lentezza, mettendo in discussione l’equilibrio familiare. Il romanzo approfondisce anche il tema della identità femminile e dei legami tra sorelle, considerati dall’autrice un laboratorio emotivo attraverso cui esplorare affetti, assenze e riconciliazioni. Molto rilevante è il ruolo del silenzio, delle parole non dette e delle storie celate per proteggere o per non riaprire ferite antiche. La protagonista si ritrova a ricomporre questi frammenti come in un kintsugi, riportando in luce ciò che ha diviso la sua famiglia. Un ulteriore elemento interpretativo è il riferimento alle costellazioni familiari, modello teorico che suggerisce come dolori e irrisolti possano trasmettersi di generazione in generazione. Nel romanzo, il tentativo di Aurora di sanare la frattura con la gemella Leila diventa così un processo di consapevolezza che riguarda l’intero sistema familiare. La struttura dell’opera alterna passato e presente, con capitoli introdotti da citazioni che offrono una chiave di lettura dei temi affrontati. È un romanzo che unisce introspezione psicologica, ricostruzione storica e un forte radicamento nel territorio abruzzese, filtrato dallo sguardo delle donne e delle comunità colpite dalla guerra. L’incontro alla Palazzina Azzurra offrirà l’occasione per approfondire le motivazioni che hanno guidato Alessandra Bucci nella stesura del libro e per discutere i numerosi livelli tematici di un’opera che indaga i rapporti familiari, il bisogno di verità e la ricerca di un equilibrio possibile dopo anni di ferite taciute.