Aprile 28, 2026

ALL’OSPEDALE ‘MADONNA DEL SOCCORSO’ TRATTAMENTO INNOVATIVO DEL GLAUCOMA IMPIANTATO DALL’UOC DI OCULISTICA IL DISPOSITIVO ‘ISTENT INFINITE’ SU 3 PAZIENTI

San Benedetto - L’équipe guidata da Luca Cesari ha eseguito gli interventi di chirurgia mininvasiva consentendo all’Ast di Ascoli di essere, insieme a Milano, l’unico Centro italiano a utilizzare questa tecnica.

Redazione

Tre interventi di chirurgia mininvasiva con ‘IStent infinite’ per il trattamento del glaucoma sono stati eseguiti, nei giorni scorsi, all’ospedale ‘Madonna del soccorso’ di San Benedetto, dall’équipe dell’unità operativa complessa di oculistica dell’Ast di Ascoli, unico Centro italiano, insieme a Milano, a utilizzare questa tecnica innovativa per la cura di quella che è considerata la seconda causa di cecità al mondo. L’impianto del dispositivo, che può sostituire o almeno ritardare l’intervento tradizionale, ha interessato, con esito molto buono, tre pazienti, due uomini e una donna tra i 70 e gli 80 anni, di cui uno proveniente dal vicino Abruzzo e uno da fuori provincia, tutti affetti da questa malattia cronica e degenerativa che danneggia il nervo ottico. “Il glaucoma – spiega il direttore del reparto di oculistica dell’Ast picena, Luca Cesari – mostra una prevalenza crescente, comune a tutte le patologie correlate all’età, dato l’invecchiamento della popolazione. In Italia contiamo circa 550mila pazienti con una diagnosi confermata, circa il 2% della popolazione sopra i 40 anni, in linea con il dato europeo del 2,1%, ma l’esordio silente di questa malattia nella sua forma più diffusa ci pone di fronte all’annosa questione di una sua significativa sottodiagnosi, che in Europa raggiunge il 50% dei casi. Il ritardo diagnostico ha un impatto drammatico sulla possibilità di arginare il danno visivo irreparabile del glaucoma e di preservare la qualità della vita dei pazienti”. “L’introduzione di questa tecnologia rappresenta un importante passo avanti per la nostra Azienda – evidenzia il direttore sanitario dell’Ast di Ascoli, Maria Bernadette Di Sciascio –. Essere tra i pochissimi centri in Italia a utilizzare questa metodica testimonia l’elevato livello di competenza dei nostri professionisti e la capacità di offrire ai cittadini percorsi di cura innovativi, sicuri e sempre più orientati alla qualità della vita del paziente. Investire in tecniche mininvasive significa ridurre l’impatto degli interventi e migliorare gli esiti clinici, rafforzando al tempo stesso il ruolo della nostra struttura come punto di riferimento anche oltre il territorio provinciale”. La malattia consiste in un aumento della pressione all’interno dell’occhio che, in condizioni di salute, ha un ciclo in costante equilibrio tra produzione e riassorbimento del fluido oculare. L’aumento della pressione si produce quando il fluido si accumula e non riesce a fuoriuscire correttamente dal trabecolato, la parte dell’occhio che regola il deflusso dall’interno all’esterno del bulbo tramite il circolo sanguigno. Ciò nel tempo provoca danni irreversibili al nervo ottico. “Dopo i 40 anni – aggiunge Cesari - è importante sottoporsi a regolari visite oculistiche, in particolare alla misurazione della pressione oculare, all’esame dell’occhio e alla valutazione del campo visivo per identificare precocemente il glaucoma e trattarlo con efficacia. Da alcuni anni esiste la possibilità di valutare un intervento mininvasivo che prevede l’utilizzo del sistema ‘IStent infinite’, uno dei più piccoli dispositivi medici impiantabili nell’occhio umano. Quando la patologia è avanzata si ricorre, invece, a un intervento chirurgico detto trabeculectomia”. La tecnica prevede l’impianto del dispositivo, in titanio e millimetrico, nell’occhio, al fine di ripristinare il naturale deflusso del fluido oculare riportando la pressione entro i valori normali. La procedura è molto veloce in quanto l’intervento, ambulatoriale, dura circa 10 minuti, viene eseguito sotto anestesia topica e può essere abbinato a quello della cataratta. “I vantaggi che offre sono diversi – conclude Cesari – in quanto non si hanno effetti collaterali. L’unità operativa di oculistica dell’Ast di Ascoli è uno dei centri di riferimento, in Italia, per questa tecnica, in quanto ha la casistica più ampia e il follow-up più lungo”.