L’azzurra, che vive a Civitanova ma per una quindicina d’anni è stata anche ad Ascoli, pur essendo nativa di Frattamaggiore, ha ottenuto la medaglia d’oro nel getto del peso (categoria F12) alle Paralimpiadi di Parigi. La marchigiana, questa mattina, ha lanciato fino a 14,54 metri al quarto tentativo e ha battuto la campionessa in carica, l’uzbeka Burkhanova. Terza la cinese Zhao Yuping. Per la Legnante è la seconda medaglia a queste Paralimpiadi, dopo l’argento ottenuto martedì scorso nel lancio del disco. La 46enne si è messa al collo il terzo oro ai Giochi dopo quelli di Londra 2012 e Rio 2016. In tutto, si tratta della sua sesta medaglia paralimpica. Numeri da capogiro, quelli della Legnante, che in queste Paralimpiadi ha conquistato la simpatia di tutti gli appassionati. L’atleta, che perse la vista nel 2012, a soli 34 anni, ha così concluso la sua esperienza a Parigi con due medaglie. E pensare che, alla vigilia della partenza per i Giochi, non era considerata tra le favorite in entrambe le discipline che la vedevano protagonista. Un po' per l’avanzare dell’età, un po' per alcuni problemi fisici che si portava dietro, c’erano dubbi sulle performance che la Legnante avrebbe potuto offrire. Dubbi che poi, letteralmente, sono stati spazzati via da un argento nel disco e da un oro, memorabile, nel peso. “Non vedevo l'ora di tornare in pedana – ha commentato la campionessa ai microfoni della Rai -. Ho aspettato tre anni e ora non mi importa della misura, l'importante era stare davanti a tutti. Ero davvero pronta a tutto. Non mi sentivo forte come nel riscaldamento ma volevo partire subito fortissima: ho sentito la tensione della gara, anche a me a volte le gambe tremano. Di sicuro l'argento nel disco mi ha ridato enorme energia, è stato un perfetto viatico. Sono riuscita a mantenere la concentrazione giusta per questa gara, non facendomi distrarre dal resto”. Poi il pensiero ad un altro azzurro, anche lui con l'oro al collo, Oney Tapia, nel lancio del disco: “L'Italia ha dimostrato di avere un’ottima scuola di lanci, lo stiamo confermando qui. Forse potrei imparare a lanciare il disco un po' da Oney e lui dovrebbe imparare a lanciare il peso da me. Insomma, potremmo farlo”. La vittoria della medaglia d’oro da parte di Assunta Legnante, come al solito, è stata accolta col sorriso anche dai tanti ascolani che, nonostante l’atleta non viva più nel Piceno, continuano a portarla nel cuore e a sostenerla, davanti alla tv, in ogni appuntamento olimpico.
Settembre 06, 2024
Ascoli Piceno - Assunta Legnante oro nel peso alle Paralimpiadi: in festa anche la sua città adottiva
Un nome, una leggenda. Assunta Legnante continua a scrivere la storia.
Redazione
