“Da un giorno all’altro ci siamo ritrovati senza sede”, raccontano i volontari, con parole che restituiscono tutto lo smarrimento di fronte a quanto accaduto. Quel container, oggi ridotto a un cumulo instabile, non era solo una struttura precaria: era un simbolo. Per nove anni ha rappresentato un laboratorio di idee e di azioni concrete, il luogo in cui prendevano forma la segnaletica del territorio, le iniziative associative, ma anche un semplice punto di incontro, un magazzino di libri e felpe. “Forse il valore economico era minimo – spiegano – ma per noi era tutto”. La causa precisa resta ancora incerta. Tra le ipotesi, uno smottamento favorito dalle piogge eccezionali dei giorni precedenti alla Pasqua. Ma l’associazione preferisce non azzardare conclusioni: “Non spetta a noi dare sentenze. Ci auguriamo che chi di dovere faccia piena luce su quanto successo”. Un atteggiamento responsabile, che non cancella però i dubbi e l’amarezza. Non è la prima volta che Arquata Potest si trova a dover ricominciare. In sedici anni di attività, le difficoltà non sono mancate. Eppure, ogni volta, la risposta è stata la stessa: rialzarsi. Anche stavolta, infatti, non c’è stato spazio per la resa. “Fa male dover ripartire da capo – ammettono – ma non siamo rimasti a piangerci addosso”. Nei giorni successivi, con determinazione e spirito di squadra, i volontari si sono messi al lavoro per recuperare il materiale e trasferirlo in una nuova sede provvisoria. Un’operazione resa possibile grazie all’aiuto di tanti: “Senza il supporto di persone straordinarie non ce l’avremmo fatta”. Un ringraziamento speciale va anche alle istituzioni locali, che si sono attivate rapidamente per offrire una soluzione alternativa. È proprio in questa capacità di reagire che si misura la forza di una comunità. Arquata Potest continua a rappresentare un presidio di impegno civile e amore per il territorio. “Abbiamo dimostrato ancora una volta che la volontà di andare avanti è più forte di tutto”, dicono con orgoglio. Lo sguardo resta rivolto al futuro, con un obiettivo chiaro: tornare, un giorno, nella sede naturale di Piazza Umberto I. Non è solo una questione logistica, ma un segno di rinascita piena. Fino ad allora, il lavoro non si fermerà. Perché Arquata vive anche grazie a chi, ogni giorno, sceglie di non arrendersi.
Aprile 12, 2026
Arquata del Tronto - L'associazione Arquata Potest perde la sede, distrutta da una frana
Arquata del Tronto - Una Pasqua diversa, amara e inattesa, ha segnato ancora una volta il cammino dell’associazione Arquata Potest, da anni impegnata nella rinascita di Arquata dopo le ferite profonde del terremoto.
Redazione
