Tutti i residenti vicini hanno notato che tra febbraio e marzo i lavori di ristrutturazione sono andati avanti, finchè un’impresa di pulizie ha sancito con la sua comparsa la loro conclusione, annunciata anche sulla stampa.
Nel frattempo, il 13 marzo veniva protocollata in Comune ed in Prefettura una petizione corredata da quasi 600 firme di cittadini sambenedettesi, che chiedevano chiarezza sulla vicenda, preoccupati sia dalle ripercussioni sulla sicurezza del quartiere a seguito dell’insediarsi di soggetti non individuati, per un tempo indeterminato, all’interno di un comprensorio recintato da mura, con folta vegetazione e di notte totalmente buio, sia dalle conseguenze ormai note, anche in termini di perdita di fondi destinati alla ristrutturazione della villa, relative ad una destinazione difforme dell’immobile rispetto a quella testamentaria. Ci si aspettava che a tale richiesta, avanzata da tanti cittadini alla struttura commissariale e depositata da un legale, seguisse un riscontro che facesse luce sulla regolarità del sottostante procedimento amministrativo, ma nulla di ciò è accaduto, anzi si è proceduto nel silenzio assoluto, interrotto solo da voci riportate sui social da qualche soggetto informato.
In data 2 aprile 2026 protocollavo una segnalazione-esposto presso la Guardia di Finanza, sottoscritta anche dall’avv. Massimiliano Castagna e da altri due soggetti interessati, al fine di evitare che, perseguendosi nel progetto del dormitorio, sulla cui realizzazione pare insistano plurime pressioni, si mettesse a rischio la proprietà di un bene prezioso alla città e finalmente in procinto di degna sistemazione, conformemente alla volontà del testatore Pietro Rambelli.
Per chi fosse interessato al contenuto, con l’esposto si illustra l’intera vicenda emersa, si riferisce che oltretutto “dal documento di accertamento dei residui e dei fondi vincolati pubblicato il 13.03.2026 in albo pretorio (all. 7 pag. 10), risulta che per il “consolidamento e restauro conservativo villa Cerboni Rambelli con destinazione museale”, il residuo della somma stanziata ammonti ad € 3.271.178,16, per cui sarebbero già stati utilizzati e/o distolti € 228.821,84” (ci si chiede se siano serviti a pagare la progettazione).
Si chiede quindi una verifica sulla regolarità del percorso procedimentale seguito dalla precedente amministrazione e dall’attuale Commissario Dott.ssa Rita Stentella, ed in particolare di:
-Verificare la derivazione ed il capitolo di bilancio dal quale sono stati attinti i fondi utilizzati e stanziati per la ristrutturazione della “Casa del Giardiniere” appartenente al complesso immobiliare Villa Cerboni-Rambelli;
-Verificare nell’ambito di quale procedimento amministrativo e secondo quali atti iniziali e presupposti sia stata assunta la determina di stanziamento dei fondi;
-Verificare se sia stato formalizzato l’affidamento della gestione del dormitorio e, nel caso positivo, secondo quali criteri, requisiti e atti presupposti;
-Verificare che si ponga definitivamente fine al progetto di realizzazione di un dormitorio per senza tetto all’interno di Villa Rambelli, in pregiudizio del lascito testamentario e della proprietà in capo al Comune di San Benedetto del Tronto, la cui perdita darebbe luogo alla mancata disponibilità dei fondi vincolati stanziati dal Commissario per la Ricostruzione (con conseguente obbligo di restituzione) ed a grave danno erariale;
-Verificare l’impiego della somma che risulta mancante dal fondo destinato al polo museale di Villa Cerboni-Rambelli, pari ad € 228.821,84;
-Verificare l’esistenza di un progetto per le opere di consolidamento del complesso “Villa Cerboni Rambelli”, lo stato di avanzamento ed il rispetto dei tempi assegnati dall’Ordinanza Commissariale del relativo procedimento di realizzazione del polo museale e culturale per il quale i fondi in oggetto sono stati stanziati.
Nel frattempo ricevevo diverse segnalazioni di ingressi sospetti all’interno della villa e della casa del Giardiniere: è stato avvistato più volte, nella settimana precedente domenica 19 aprile, un soggetto con il monopattino che con molta sicurezza e velocità e senza neanche fermarsi apriva con il telecomando il cancello e, senza accendere neanche la luce, apriva poi la porta della casa, per poi essere visto uscire la mattina dopo, ed addirittura una vecchia Ford argento che entrava all’interno del parco intorno alla mezzanotte e mezza, e che il mattino seguente si era già dileguata.
Ovviamente la gente si allarmava e le voci correvano, anche a mezzo social, giungendo anche ai membri del comitato di quartiere ed al Comune, che emetteva con grande tempestività (e senza effettuare verifiche preliminari) un comunicato ufficiale con cui si dichiarava che i lavori erano terminati, che la casa era vuota e ancora senza mobilia e che si stava (ancora!) valutando la destinazione, ipotizzando anche la realizzazione di un centro per le malattie mentali, che per inciso non sarebbe comunque conforme alla destinazione imposta sul compendio immobiliare.
Solo il giorno successivo alcuni incaricati erano inviati sul posto, constatando le tracce evidenti del bivacco e ripulendo il tutto.
Si prospetta una omissione di vigilanza e custodia di un bene pubblico e delle relative chiavi di accesso. Si può ipotizzare che le chiavi del cantiere non siano state richieste e/o riconsegnate a chi ne ha la custodia, per essere subito sostituite come sempre opportuno, ma di fatto dal giorno successivo al circolare delle voci sulle intrusioni non sono stati avvistati altri movimenti, per cui si potrebbe pensare che qualcuno abbia avvisato tali soggetti.
In ogni caso l’Autorità comunale avrebbe titolo e dovere di effettuare la prescritta denuncia contro ignoti, di cui non si ha notizia.
Che poi si tratti degli operai del cantiere, di loro amici, di senza tetto (con monopattino e auto?) non è dato sapere, e sono sicuramente una coincidenza i denunciati furti accaduti nel vicino Pronto soccorso nei giorni degli ingressi non autorizzati nella villa.
Confidiamo comunque che la Commissaria Stentella abbia il buon senso di non assumere decisioni cui conseguirebbe un pregiudizio potenzialmente irreversibile per l’intera città, con le connesse responsabilità che ne deriverebbero, e che la Guardia di Finanza faccia luce sull’intero procedimento partorito (inevitabilmente) dalla scorsa amministrazione.
Si torna a precisare che, al contrario di quanto affermato da voci interessate, la casa del giardiniere è gravata dallo stesso vincolo di destinazione imposto sulla villa e sul parco, e che ritengo non sia un caso che il parere richiesto all’ufficio legale del Comune, di cui si era diffusa voce, non sia stato mai divulgato."
Rosaria Falco
Aprile 17, 2026
Villa Rambelli, la denuncia di Rosaria Falco
San Benedetto - "Mi trovo a dover chiarire, a grande richiesta, la fumosa e contrastata vicenda che riguarda la casa del Giardiniere del complesso Villa Cerboni-Rambelli.
Redazione
